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Livorno

“Fattori” bello ma vuoto incassa solo 25mila euro

“Fattori” bello ma vuoto incassa solo 25mila euro

Il Comune ce ne mette 662mila ma sono previsti in media 20 visitatori al giorno Mancusi (Pd): «Non siamo capaci di portare chi sbarca in città nel nostro museo»

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LIVORNO. Mentre la città si interroga sui conti, la gestione e il futuro del teatro Goldoni, dai banchi del consiglio comunale impegnato nella due giorni di discussione sul bilancio, salta fuori un dato che apre il dibattito sulla cultura che non riesce a fare sistema e a decollare insieme al turismo. Questa volta a finire sotto i riflettori di alcuni esponenti dello stesso partito di maggioranza è il museo Fattori, la perla macchiaiola e post-macchiaiola di villa Mimbelli. Come si legge nelle carte allegate al bilancio, per tenerlo aperto Palazzo Civico spenderà nel 2013 circa 662.892 euro, con la previsione di incassarne solo 25mila.

Proprio così: 25mila euro di entrate in un anno intero. Considerando che il biglietto vale 4 euro, fanno poco più di 6mila visitatori all'anno. In media tra i 15 e i 20 ticket al giorno (e c'è da immaginare che in alcuni giorni resti vuoto o quasi, visto che a fare numero sono spesso scolaresche in visita al museo o aperture straordinarie per mostre a tema).

A sollevare per primo il caso è il consigliere del Pd, Giovanni Mancusi, in generale critico rispetto a un bilancio di cui dice di dare un giudizio «a tinte chiare e scure».

Rispetto al museo il punto non è certo se tenerlo aperto oppure no. «Ma se la cultura deve essere sostenuta – ripete al microfono – bisogna far sì che la gente ci vada». Insomma: «Fare sistema, sfruttarlo meglio». «Ogni anno – dice – sbarcano in città più di un milione di croceristi, due milioni considerando i vacanzieri che partono o arrivano nel nostro porto e non siamo capaci di mandarli a villa Mimbelli...È possibile che con le entrate del museo si riesca a coprire solo il 3 per cento dei costi?».

Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Come si legge sul sito, chiude tutti i lunedì, a Capodanno, Pasqua, Primo Maggio, Ferragosto e Natale. Il biglietto costa 4 euro (2,50 per gruppi e scolaresche). Dal Comune riferiscono che ci lavorano 16 persone: 8 dipendenti comunali (il direttore, 2 amministrativi, 5 custodi) e altrettanti dipendenti della coop Agave che gestisce in appalto biglietteria e sorveglianza delle sale.

«Forse le mostre organizzate fino a oggi non hanno portato risultati – ci mette il dito anche Arianna Terreni (Pd) – guardiamo a Pisa e a Lucca che hanno visto crescere le presenze. Perché non riproporre, ad esempio, la festa del Vernacoliere? Lavoriamo sulle nostre peculiarità». Terreni lo dice prima di sottolineare che «il prossimo anno il nostro porto perderà anche nuove navi da crociera, che si sposteranno in parte a La Spezia e in parte nell’Adriatico». (j.g.)

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