Il Tirreno

Livorno

Quattro amici riaprono il parco

di Giorgio Carlini
Quattro amici riaprono il parco

Dopo vent’anni il giardino pubblico di via Da Verrazzano torna a vivere. Loro faranno i custodi

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LIVORNO. La storia di Tonito Pieri, Sabino Azzolino, Leonardo Pieri e Valerio Pieri ricorda quella dei "quattro amici al bar" cantati da Gino Paoli. Certo, questi livornesi non avranno cambiato il mondo, ma hanno senz'altro migliorato un piccolo angolo della città. Un angolo di duemila metri quadrati: tanto misura il giardino pubblico in via Giovanni da Verrazzano, finalmente riaperto dopo anni trascorsi tra abbandono e degrado. Merito del gruppetto di volontari, che grazie a una convenzione stipulata con la Circoscrizione 3 si occupa dell'apertura e chiusura dei cancelli, oltre che della segnalazione di eventuali atti vandalici all'interno del parco.

Il bar dei "quattro amici" è il Jazz Café di via Lepanto. Tonito, il proprietario, gestisce l'attività insieme ai due figli, Leonardo e Valerio. Sabino, detto "Chico", pensionato, è invece un'istituzione nel quartiere e un affezionato cliente del bar. Così, tra un bicchier di vino ed un caffè, tra una chiacchierata e l'altra sulla musica (vera passione della famiglia Pieri), spesso tornava alla mente il ricordo di quel parco. Sabino raccontava agli altri come il giardino pubblico fosse pieno di vita, con i bambini che si divertivano sulle altalene e gli anziani che si godevano il fresco all'ombra dei lecci.

Proprio Chico, all'epoca portiere in un condominio in via da Verrazzano, era uno dei custodi del parchino negli anni '90. «Un vero e proprio gioiellino - rivela - con un'area giochi per i bimbi, una fontanella e una vasca con i pesci rossi». «Il giardino - prosegue - era molto frequentato. Le famiglie del quartiere ci organizzavano persino feste e compleanni dei figli». Anno dopo anno, Chico ha vissuto l'abbandono del parco: «Prima smontarono le altalene, poi portarono via le panchine, infine chiusero i cancelli e cambiarono il lucchetto».

Il giardino resta sbarrato per quasi un ventennio. Poi, sotto la tenda del Jazz Café, nasce un'idea: «Perché non lo riapriamo noi?». «La Circoscrizione - racconta Tonito - mi ha spiegato che il problema del parco non era tanto la manutenzione periodica, quanto la sorveglianza e l'impossibilità di garantire la presenza di qualcuno che potesse aprirlo la mattina e chiuderlo la sera». «Così - continua il titolare del bar - ci siamo offerti volontari, pur di rendere accessibile un'oasi verde che in passato rendeva felici gli abitanti del quartiere».

Il parco "da Verrazzano" ha riaperto i battenti da un paio di giorni, dopo le complesse operazioni di pulizia disposte dal Comune.

«Ora serve solo un po' di buona volontà - commenta Leonardo - Non ci costa fatica, il bar è vicino al giardino pubblico e gli orari di chiusura più o meno combaciano con quelli del locale. Mentre la mattina è quasi sempre Sabino ad aprire il cancello, prima di venire al bar a gustarsi il suo caffè».

Le ambizioni dei quattro volontari non si fermano alla sola apertura e chiusura del lucchetto: «Vogliamo migliorare il parco - dicono in coro - Grazie all'aiuto di alcuni amici, sempre a titolo gratuito, stiamo cercando di riattivare la fontanella, ora semidistrutta, e di riverniciare le panchine».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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