Rosy Bindi: «A cena con Renzi? Sono a dieta»
Alla festa democratica di Livorno la presidente del partito risponde con una battuta al vetriolo a chi le chiede di scegliere tra il sindaco fiorentino e Berlusconi
LIVORNO. “Cosa sceglierei tra un pranzo con Berlusconi e una cena con Renzi? Mi dispiace, ma sono a dieta.” Anche se alla domanda risponde con una battuta, Rosy Bindi, ospite ieri sera alla festa democratica, non nasconde il proprio scetticismo difronte all'ascesa politica del sindaco di Firenze. “Chi voterò al congresso? Il problema non sono i nomi, ma quali progetti hanno. Barca ha un programma, Renzi non è chiaro su cosa vuole fare.” Intervistata da Eva Giovannini, giornalista di Piazza Pulita, l'ex presidente Pd ha ripercorso i principali avvenimenti politici degli ultimi mesi, dalla mancata vittoria alle politiche fino alla sospensione dei lavori parlamentari: “Sulla questione io mi sono astenuta. La pacificazione chiesta dal Pdl non può significare impunità a Berlusconi. Va bene il sostegno al governo, ma dobbiamo differenziarci dagli alleati, soprattutto su questo tema. In una democrazia normale probabilmente non sarebbe in Parlamento ma con la legge che abbiamo è difficile sostenere l'ineleggibilità.” Sulle riforme: “Non è possibile riscrivere la Costituzione e andare verso una Repubblica presidenziale. Urge invece il superamento del bicameralismo, la riduzione dei parlamentari e una nuova legge elettorale.” È sempre combattivo il tono della Bindi, anche nel controbattere agli interventi di un pubblico dove non mancano i delusi, diventa dimesso invece quando l'intervistatrice le chiede i motivi della mancata vittoria alle politiche: “Pensavamo di aver già vinto – spiega – e non abbiamo fatto campagna elettorale, lasciando spazio a Berlusconi sul solito tema delle tasse. Una persona non sapeva perché avrebbe dovuto votare Pd.”
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