Il Tirreno

Livorno

Rogo, indagini sullo stoccaggio dei rifiuti

di Lara Loreti

Relazione dei carabinieri del Noe in Procura sull’incendio alla ditta in via dell’Ecologia. Nuovo focolaio nel deposito

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LIVORNO. Indagini sulle modalità di stoccaggio dei materiali e sulla custodia dei rifiuti depositati sul piazzale. Sono in corso gli accertamenti di natura ambientale del Noe dei carabinieri sull’incendio che è divampato lunedì sera alla ditta Galletti di via dell’Ecologia.

I militari del Nucleo operativo ambientale stanno indagando sulle possibili cause dell’incendio e non escludono che si sia potuto originare per un’autocombustione, che potrebbe essere scaturita da una errata conservazione dei rifiuti. Gli esperti dei carabinieri infatti sottolineano che è possibile che la plastica - se mal conservata o mal tagliata - possa prendere fuoco.

I carabinieri del Noe hanno redatto una lunga e particolareggiata relazione, arricchita con foto scattate sul posto, che hanno consegnato ieri alla Procura. Il pubblico ministero che coordina le indagini è Giuseppe Rizzo.

Per ora, quella dell’autocombustione è solo un’ipotesi che si aggiunge a quella del rogo doloso, sostenuta invece dai gestori dell’azienda. Dal canto loro, i titolari della Galletti Trasporti mettono in evidenza la regolarità dell’attività svolta nel piazzale: «Teniamo a precisare - ha scritto l’azienda in una nota - che tutti i materiali stoccati sui piazzali e nel capannone erano stati oggetto di raccolta e preselezione avvenute nel rispetto delle autorizzazioni regionali e provinciali». Per il momento non ci sono indagati, ma le indagini sono ancora in corso. I carabinieri hanno anche ascoltato il custode della Galletti, l’unico presente sul posto. L’uomo e la sua famiglia, che abitano in un capannone adiacente a quello coinvolto nell’incendio, non si erano accorti di niente. L’allarme era stato dato dai titolari della ditta Bogi, che ha sede accanto alla Galletti.

L’incendio è stato domato martedì, ma da allora ci sono stati nuovi focolai, tra cui uno proprio ieri all’alba. Erano le 5 quando c’è stato un nuovo intervento dei vigili del fuoco al deposito di rifiuti. Il nuovo focolaio che si è acceso covava sotto i rifiuti già ammassati dai pompieri nei giorni precedenti. I vigili del fuoco sono dovuti rimanere sul posto fino alle 7 per placare il fumo e mettere l’area in sicurezza. Il problema è che le balle di materiale sono tante (una cinquantina di tonnellate) e, pur essendo già bagnate, il rischio che il fuoco riprenda ad ardere è alto, vista la grande dimensione dell’incendio iniziale di lunedì.

Intanto anche il Comune di Collesalvetti, dopo quello di Livorno, ha emesso un’ordinanza sulle precauzioni che i cittadini devono prendere a seguito dell’incendio.

Il sindaco Lorenzo Bacci, che ha firmato l’ordinanza, invita la cittadinanza, che vive e possiede orti nella zona ricompresa tra Ponte Ugione e Stagno, in particolare via Toscana e via Sacco e Vanzetti, ad adottare una serie di misure: per prima cosa, è consigliabile lavare accuratamente tutti i prodotti dell’orto e la frutta presenti nella zona (meglio se sbucciata); poi, evitare di somministrare fieno o altri prodotti vegetali agli animali presenti nella zona e destinati a fornire alimenti come carne, latte e uova. Inoltre, è sconsigliato utilizzare acque dei fossi o di raccolta (cisterne scoperte, laghetti) presenti in zona per il lavaggio, l’irrigazione e per far bere gli animali.

L’ordinanza - sottolinea Riccardo Demi, assessore comunale all’Ambiente- è a solo scopo cautelativo e scaturisce dalle indicazioni di Arpat e Asl che hanno effettuato i prelievi in zona.

«Nei prossimi giorni - aggiunge Demi - l’amministrazione comunale si coordinerà con tutti gli altri enti coinvolti per valutare gli sviluppi delle indagini ambientali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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