Il Tirreno

Livorno

Il Tar dà ragione (in ritardo) alla Compagnia

di Giulio Corsi

Il vettovagliamento spetta alla Cilp, alla Porto 2000 solo i passeggeri. Ma la sentenza era stata preceduta dall’accordo di aprile

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LIVORNO. Chissà se il famigerato accordo del 30 aprile che ha sancito la tregua sulle banchine nella guerra tra Compagnia e Porto 2000, sarebbe andato in buca lo stesso e nella stessa forma, se la sentenza del Tar in merito all’utilizzo dell’Alto Fondale fosse arrivata il 16 aprile, giorno in cui la camera di consiglio del tribunale fiorentino ha scritto la sua decisione, anziché il primo luglio, giorno in cui l’atto è stato depositato in segreteria e reso noto.

Quella sentenza, arrivata fresca fresca dal Tar due giorni fa, dice due cose molto importanti. La prima: che all’Alto Fondale - banchina in concessione alla Compagnia - Porto 2000 ha l’unico compito “di predisporre l’incolonnamento degli automezzi e delle persone, coordinando il flusso e deflusso degli stessi, nonché tutte le ulteriori cautele necessarie affinché l’imbarco e sbarco dei passeggeri avvenga in condizioni di sicurezza, anche in compresenza di operazioni portuali svolte all’interno del terminal”. La seconda: “In nessun modo è stabilito che la Porto 2000, in caso di utilizzo della banchina Alto Fondale, si occupi anche delle operazioni di carico a bordo del vettovagliamento dei passeggeri e dell’altro materiale funzionale al viaggio degli stessi”.

Qualcuno si chiederà: che c’è di nuovo rispetto all’accordo del 30 aprile? In sostanza niente, come sottolinea da Roma il presidente dell’Autorità Portuale Gallanti, che dopo lungo e tesissimo contendere, due mesi fa è riuscito ad ottenere una riappacificazione tra Porto 2000 e Cilp, cioè tra crociere e merci: «La questione concretamente è stata superata dall’accordo», dice.

Il quale accordo infatti, nel sancire che le navi da crociera hanno la “precedenza” rispetto ai traffici merci - fornendo finalmente agli armatori del settore croceristico quella certezza di accosto che le compagnie mettono in testa a tutte le loro necessità - si allargava anche al campo dei rapporti fra le due società, con la Cilp deputata a fornire alla Porto 2000 una serie di servizi collaterali sia burocratici che a banchina, a cominciare dal carico e scarico delle vettovaglie.

Esattamente quello che ha sostenuto il Tar due giorni fa. Ma anche l’esatto contrario di ciò che aveva sostenuto una nota dell’Autorità Portuale del 27 aprile 2012, firmata dal segretario generale di palazzo Rosciano Massimo Provinciali, secondo cui la Porto 2000 era “l’unica legittimata all’esercizio delle attività strumentali alle operazioni relative al traffico crocieristico, comprese le operazioni di carico a bordo di vettovagliamento e altro materiale funzionale al viaggio”. Anche se poi la stessa nota precisava che Porto 2000 poteva “ovviamente attivare liberi rapporti commerciali con imprese ex articolo 16”, cioè con la Cilp, cosa che nei fatti poi è avvenuta.

E’ contro quella nota che la Compagnia ha presentato ricorso, vincendolo, seppur a pace ormai sancita.

Il presidente del collegio giudicante Maurizio Nicolosi, da un lato ha sottolineato l’incompetenza del segretario generale a emettere atti che vanno ad incidere sulle concessioni demaniali e che sono di competenza invece del presidente e del comitato portuale, dall’altro è entrato nel merito della questione evidenziando i compiti di Porto 2000 e di Cilp all’Alto Fondale e per estensione sulle altre banchine in concessione ad operatori portuali. I primi vengono ridotti, mentre il coinvolgimento della Cilp assume uno spessore ben diverso.

A questo punto, essendo le carte messe in tavola dal Tar identiche nei risultati a quelle che aveva apparecchiato la Port Authority due mesi fa e dunque non modificando l’accordo nella sua sostanza, che impatto avrà questa sentenza?

In Compagnia vige il riserbo totale in attesa di una lettura approfondita del documento, mentre il segretario generale di palazzo Rosciano, Provinciali, nega nella maniera più assoluta qualsiasi conseguenza reale. «L’unica cosa che può cambiare è che anziché essere pagata da Porto 2000, Cilp potrà decidere di essere pagata direttamente dall’armatore, ma per fare la stessa cosa che già sta facendo: il vettovagliamento», sostiene Provinciali. In realtà il rapporto diretto con l’armatore non è questione da poco. Ed è chiaro che i rapporti di forza tra i due contendenti - ora in tregua - non potranno non cambiare. E’ certamente la Cilp ad uscirne rafforzata grazie al coinvolgimento riconosciuto nel traffico crocieristico, non derivante stavolta da un accordo commerciale tra le parti ma sancito dal diritto. Se ciò avrà conseguenze concrete sul lavoro in banchina lo scopriremo presto.

@giucorsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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