Il Tirreno

Livorno

Musica e impegno In seimila a cantare per Emergency

di Martina Corirossi

Le lacrime di Paola Turci e l’energia di Bobo e Nada E al momento dei ringraziamenti fischi per le istituzioni

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LIVORNO. La grinta di Piero Pelù, lo stile di Fiorella Mannoia, l'ironia dissacrante di Bobo Rondelli. Paola Turci che si commuove, Massimo Moratti in mezzo ai livornesi che ballano.

Sono i fermo immagine della serata di sabato sera, che ha chiuso il dodicesimo meeting nazionale di Emergency, in programma proprio a Livorno.

Un mega concerto evento con i grandi nomi della musica italiana. Secondo gli organizzatori, nelle due serate conclusive organizzate al Modigliani Forum, si sono superate le 12mila presenze. Quattro giorni di appuntamenti dedicati al tema “Diritti e privilegi”.

Lo spettacolo inizia puntuale alle 21,30, quando la padrona di casa Camila Raznovich, ex volto di Mtv, sale sul palco e introduce i primi ospiti. A dare il via alle danze sono i Litfiba, gruppo storico degli anni '90, tornato alle origini con il ritorno di Piero Pelù. Il rocker fiorentino infiamma il pubblico con la sua energia. I pezzi non sono scelti a caso: “Istanbul” e “Versante est”, dedicati ai manifestanti di piazza Taksim. Parla di rivoluzioni, guerra e lotta alle mafie. Con una lunga standing ovation viene ricordata Margherita Hack.

Immancabile il saluto al pubblico livornese da parte del fondatore di Emergency Gino Strada. «Soltanto una società in cui vengono rispettati i diritti può essere una società in pace – dice – dobbiamo trattare la guerra come la schiavitù, e abolirla».

Quindi è la volta di Fiorella Mannoia, da sempre attenta ai temi del sociale. Il pubblico la acclama e la accompagna sulle note di successi come “Io non ho paura” e “Sally”. Infine, propone una cover di “Vieni via con me” di Paolo Conte. Classe ed eleganza. Tre ore di spettacolo con le stelle della musica che coinvolgono davvero tutti: ci sono giovani e intere famiglie con bambini al seguito.

La telecamera che proietta le immagini sul tabellone al soffitto, scova in prima fila, seduto accanto alla moglie e alla figlia, Massimo Moratti, presidente dell'Inter, da sempre vicino all’associazione umanitaria di Gino Strada.

Ma sono le donne le protagoniste della serata. È una rivelazione la cantautrice romana Paola Turci. La sua “Halleluja”, dedicata a Teresa Sarti, moglie di Gino Strada scomparsa nel 2009, fa venire la pelle d'oca. La Turci si commuove e racconta la sua esperienza in Sudan. «Sono andata pensando di trovare un gruppo di amici, invece ho trovato una famiglia». Prima di salutare intona con la chitarra “Bella Ciao”, accompagnata da tutto il palazzetto.

Successi senza tempo quelli di Nada, artista livornese nata al Gabbro. La platea si trasforma in una pista da ballo, gli spettatori si alzano e si scatenano sulle note di “Amore disperato”. Da Livorno si passa a Pisa e lo sfottò è inevitabile. Sul palco sale Andrea Appino. Il giovane cantante degli Zen Circus propone uno dei brani che lo hanno reso più celebre insieme alla sua band e chiude con “Il testamento”, canzone che dà il nome alla sua prima prova da solista.

Infine, è il turno del "famous local singer", Bobo Rondelli. «Ci si vede anche stasera», è l’esordio sul palco del cantautore per non dimenticarsi di essere a casa. «Rodari scrisse “Il cielo è di tutti”. Bobo ne ha fatto una canzone ricordando che invece la terra è tutta a pezzetti. Poi omaggia la sua Livorno con “Madame Sitrì”, struggente ballata, inno all'amore e alla diserzione, quindi si scatena e fa scatenare il pubblico con “Non voglio crescere mai”.

Nel bel mezzo della performance, Bobo si scaglia contro la struttura americana di Camp Derby: «Via la base Nato da Livorno», dice. Il finale è tutto una sorpresa: gli ospiti sono sul palco a cantare “All you need is love”. Poi, la voce profonda ma inesperta di Gino Strada canta “El pueblo unido jamas serà vencido”, accompagnato alla chitarra da Bobo Rondelli.

È il momento dei saluti e della lunga lista di partner che hanno reso possibile il meeting quando vengono letti i nomi del sindaco, della Provincia, di Asa ed Asl partono i fischi. «Non è il momento di fare polemica», ribattono dal palco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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