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Ippodromo, Alfea in missione al ministero
Ore decisive per il Caprilli mentre a livello nazionale fantini e allevatori in crisi minacciano il blocco
LIVORNO. Gli striscioni con la scritta “ippodromo occupato” sono ancora lì, sulle cancellate di ingresso di via dei Pensieri e del viale Italia. Da fuori tutto sembra immobile: il braccio di ferro tra il Comune e i venti lavoratori della Labronica (che chiedono maggiori garanzie per il futuro) non si placa. Ma per il Caprilli sono giorni decisivi.
Oggi il sindaco Alessandro Cosimi dovrebbe incontrare i vertici della Labronica e della società pisana Alfea per fare il punto della situazione. Dovrebbe, perché a quanto risulta, almeno fino a ieri, a Pisa non era arrivata alcuna comunicazione ufficiale.
Quello che è certo è che domani i rappresentanti di Alfea incontreranno i vertici del ministero. Subito dopo, a seconda di cosa accadrà, convocheranno una conferenza stampa: sul tavolo c’è anche l’ipotesi di ricorrere alle vie legali contro il Comune di Livorno, visto che la firma della concessione trentennale del Caprilli (attesa per gennaio) continua a slittare, mentre le condizioni dell’impianto peggiorano a vista d’occhio (il rappresentante della Labronica ha appena presentato una denuncia ai carabinieri per il furto di 100 chili di rame).
Ma cosa c’è sul piatto? L’ippodromo riaprirà? Dall’ultimo incontro a Roma tra il dirigente del ministero Stefano Vaccari e il sindaco Alessandro Cosimi sono emerse due ipotesi: sospendere la convenzione fino al prossimo anno, ma con la perdita dei finanziamenti, o cercare - con una vera corsa contro il tempo - di rimettere in piedi il Caprilli e far slittare le corse. Forse con apertura a inizio agosto e chiusura il 10 ottobre.
Tutto mentre il mondo dei fantini, degli allevatori e degli allenatori (a livorno circa 200 persone, considerando l’indotto) è in subbuglio. Non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale. Negli ultimi giorni, dopo un incontro non risolutivo tra il ministero e le associazioni di categoria, in tutto lo Stivale è rimbalzata l’ipotesi di un blocco del settore a partire dal 10 luglio. Al centro della protesta c’è sempre il pagamento, da parte del ministero, dei premi arretrati. Gli operatori livornesi, ad esempio, riferiscono di non incassare i premi dovuti da agosto. E se la stagione 2013 dovesse saltare in toto perderebbero oltre un milione di premi. (j.g.)
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