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Bambini disabili, diritti da difendere L’Unicef in campo
Il rapporto presentato in tutto il mondo lo stesso giorno «Più consapevolezza dei problemi dell’handicap infantile»
di Claudia Nanni
LIVORNO
«Tutti devono riconoscere che hai il diritto di vivere». A parlare è Andrea Paone, presidente della consulta provinciale degli studenti di Livorno, citando l’articolo sei dell’Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l’infazia, alla presentazione del rapporto annuale.
La relazione, sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, viene presentata nello stesso giorno in tutto il mondo e quest’anno al centro si trova il tema della disabilità. È così che la presentazione di una relazione diventa anche e soprattutto un momento dove poter riflettere sulle occasioni d’inclusione e progettazione sostenibile da attivare nelle scuole e sul territorio. « Per il mio discorso mi sono basato sull’articolo sei dell’Unicef, credo sia il più bello ma anche il più pauroso – dice Andrea – Nel 2013 non dovrebbe essere necessario scrivere sul diritto alla vita che non può essere negato e non è ammissibile che questi ragazzi non possano avere la possibilità di vivere, tutti dovrebbero sapere che il diritto alla vita vale per ognuno di noi – continua – Su dieci persone disabili, una è minorenne e l'80% di questi bambini si trova nei Paesi in via di sviluppo».
Il rapporto Unicef promuove consapevolezza e dona anche visibilità al problema dei bambini disabili in tutto il mondo “per costruire una società più giusta e unita nei confronti di chi è più vulnerabile”.
«Questa è la giornata internazionale sulla disabilità dell’infanzia e dell’ adolescenza: non è solo un fattore medico ma anche sociale e ambientale – afferma Paone – Negli anni 2000 i fattori sociale, ambientale e medico non dovrebbero esistere, bisogna essere più istruiti, meno ignoranti, per sapere cosa c'è nel mondo Dobbiamo cercare di abbattere queste barriere dando ai ragazzi la possibilità di godere della loro vita senza discriminazioni». Come spiega il documento Unicef a seconda del tipo di disabilità, i bambini, incontrano forme differenti di esclusione che li colpiscono in modi diversi, in base al luogo in cui vivono, alla cultura oppure alla classe sociale a cui appartengono.
La presentazione del rapporto si trova dentro “La settimana dei ragazzi” e dà un carattere più significativo alle azioni che le scuole hanno intrapreso durante l’anno scolastico.
La relazione contiene sette capitoli: inizia con l’analisi dell’approccio al problema che viene sollecitato con un cambiamento nei riguardi dei bambini disabili, per passare ad affrontare gli aspetti che riguardano i bambini come i servizi sanitari, nutrizionali ed educativi che possano dargli delle basi solide.
In conclusione ci sono le azioni che sono praticabili allo scopo che governi, partner internazionali e società civili favoriscano l’equità attraverso l’inclusione dei bambini disabili. Il rapporto sottolinea che i disabili hanno l’opportunità di crescere come gli altri. Possono avere una vita sociale e culturale ma soprattutto “normale”.
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