Il Tirreno

Livorno

Voleva rubare i jeans arrestata a 19 anni

Voleva rubare i jeans arrestata a 19 anni

La ragazza è stata fermata da Zara: ora è ai domiciliari. L’amica è fuggita In crescita il fenomeno delle giovanissime che portano via vestiti dai negozi

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LIVORNO. Una ragazza di 19 anni è stata arrestata sabato, nel tardo pomeriggio, dopo avere tentato di rubare un paio di jeans da Zara, in via Grande.

I responsabili del maxi negozio da un paio di giorni tenevano d’occhio due giovanissime (tra le quali la diciannovenne arrestata) che si aggiravano tra gli scaffali. Come raccontato agli agenti di polizia intervenuti sul posto, erano stati insospettiti dall’atteggiamento delle due e dalla sparizione di alcuni capi di abbigliamento.

Quando sabato le ragazze sono tornate nei camerini di via Grande, da osservate speciali, sono state pizzicate mentre rubavano un paio di jeans. I commessi le hanno colte sul fatto, dopo avere notato la placca anti-taccheggio rotta.

Quando ha capito di essere stata scoperta, una delle due è riuscita a scappare. L’altra è stata bloccata e, nel tentativo di fuggire insieme all’amica, ha strattonato la commessa che si era piazzata in cima alla scala del reparto donna per impedirle di passare, ferendola al polso. La ragazza ha così aggravato la propria posizione: anziché essere accusata di furto, è scattata la denuncia per rapina impropria ed è stata arrestata. La questura non ha voluto fornire le generalità della giovane: si sa solo che ha 19 anni e che è di origini romene. Ora si trova ai domiciliari.

In città il fenomeno dei furti nei negozi ad opera di giovanissimi, quasi sempre ragazze, sta crescendo in modo esponenziale. Tanto che, soprattutto nelle grandi catene, responsabili e commessi hanno ricevuto direttive ben precise (in alcuni casi quasi una sorta di manuale) per cercare di ridurre le perdite.

In una recente inchiesta tra gli scaffali di via Grande, via Ricasoli e Porta a Terra, gli operatori hanno raccontato al Tirreno che in alcuni negozi in franchisig gli ammanchi a fine mese per piccoli furti di magliette, pantaloni, collant e borse hanno superato perfino quanto registrato negli esercizi gestiti dagli stessi marchi in città ben più grandi, come Roma.

Pensare di ricondurre il fenomeno a episodi di marginalità sociale o povertà sarebbe però un errore. Proprio le testimonianze dei responsabili dei negozi e i casi balzati alle cronache negli ultimi mesi dicono che il fenomeno dei baby furti è trasversale: riguarda stranieri, italiani, ragazzi livornesissimi. C’è chi ruba per necessità, ma anche chi sembra cercare il brivido della bravata che poi alla fine, più che a un gesto di trasgressione, risponde quasi a una moda.

Nel luglio del 2011 due quindicenni livornesi erano state denunciate dopo avere riempito le borse di abiti rubati (alcuni se li erano messi direttamente addosso nel camerino) da Zara, Stradivarius e Pimkie, in via Ricasoli. In entrambi i casi non si trattava di famiglie disagiate o in difficoltà: avvisati dai vigili urbani, i genitori erano rimasti di sasso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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