Italia
Caprilli, lavoratori in sciopero Ora è a rischio la convenzione
LIVORNO. La corsa del Caprilli si mette davvero male. Qualche giorno fa - come anticipato dal Tirreno - la Labronica Corse Cavalli (società del Comune in liquidazione) con un atto formale ha...
LIVORNO. La corsa del Caprilli si mette davvero male. Qualche giorno fa - come anticipato dal Tirreno - la Labronica Corse Cavalli (società del Comune in liquidazione) con un atto formale ha comandato a undici dei venti dipendenti di tornare al lavoro. Il 16 giugno, infatti, sotto lo stemma della società pisana Alfea dovrebbero ripartire le corse, ma prima c’è da rimettere in sesto un ippodromo in stato di abbandono.
All’atto di comando i lavoratori e i sindacati hanno risposto con uno sciopero che andrà avanti fino a oggi alle 18, quando a Palazzo Civico è stato convocato un incontro con sindaco e vertici del Comune.
La scorsa settimana i dipendenti avevano già minacciato di far saltare le corse. Ieri dal fronte della Cgil hanno ripetuto che «prima di firmare qualunque foglio e rientrare al lavoro vogliamo essere certi che il Comune rispetterà l’impegno che ha sottoscritto nel 2011 e che ha rinnovato nelle ultime settimane: lavoro e garanzie per tutti i dipendenti della Labronica». In sostanza i sindacati chiedono certezze, subito, rispetto alle tre gambe del progetto che servirebbero a dare lavoro a 20 persone: campo da golf a Banditella, gestione delle corse ad Alfea, società di equitazione tra la Ceschina e il Caprilli. E chiedono di parlare di contratti e piani di impresa direttamente con i futuri datori di lavoro.
Se oggi non si arriverà a un’intesa potrebbe scattare lo sciopero a oltranza. Per arrivare dove? Qui si gioca davvero col fuoco: in Comune la paura è che il ministero mandi gli ispettori, verifichi le cattive condizioni dell’impianto e ritiri la convenzione che dovrebbe garantire i finanziamenti statali per correrre (sempre meno per la verità). E in questo caso fallimenti e licenziamenti sarebbero inevitabili. Tutto mentre sullo sfondo, a oggi, ci sono un mondo dell’ippica allo stremo e zero alternative. Pochi giorni fa un imprenditore fiorentino che non riscuoteva da mesi si è tolto la vita. Gli otto ippodromi toscani (come nel resto di Italia) o tirano a campare o sono già fermi. (j.g.)
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