Il Tirreno

Livorno

Otto detenuti in celle da tre Le Sughere sono già sovraffollate

di Lara Loreti
Otto detenuti in celle da tre Le Sughere sono già sovraffollate

Ci sono 177 ospiti a fronte di una capienza di 148. Slitta ancora l’apertura del nuovo padiglione Intanto tra Roma e Firenze è polemica sulla destinazione della nuova ala: media o alta sicurezza?

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LIVORNO. Celle sovraffollate, lavori in sospeso e incertezza sul futuro del carcere. La nuova vita delle Sughere è piena di incognite. Il nuovo padiglione, che in teoria doveva essere pronto lo scorso dicembre, è ancora in alto mare. Mancano alcuni arredi e il collaudo. L’inaugurazione è di nuovo slittata e forse ci sarà dopo l’estate. Ma soprattutto manca l’accordo su quale sarà la destinazione della struttura: ospiterà detenuti di alta sicurezza (la maggior parte dei quali vengono da fuori) o sarà destinata alla media sicurezza? All’incertezza sulle nuove strutture si aggiungono i vecchi problemi, a partire dall’eccessiva di concentrazione di detenuti dentro la stessa cella. Oggi le sezioni aperte sono tre: l’ex femminile, che ospita due sezioni da 25-30 persone l’una; la “semiliberi”, dove ci sono detenuti che lavorano fuori più alcuni interni, 20 in tutto; infine c’è la sezione più critica, la “transito”: dovrebbe ospitare 50 persone, e invece dentro ce ne sono 90, quasi il doppio. Come denunciano i sindacati, nella sezione transito ci sono camere per due, di 11 metri quadri, in cui vivono in 4, e stanze da tre che ospitano fino a 8 persone. In tutto sono 177 persone a fronte di una capienza massima di 148.

In sintesi sono tre i punti interrogativi sul futuro. Che destinazione avrà il nuovo padiglione, in ristrutturazione da due anni? Quando arriveranno i nuovi detenuti (130 persone), l’attuale numero di agenti penitenziari sarà aumentato per garantire una sorveglianza adeguata? Infine, il carcere riaprirà alle donne? Partiamo dal primo punto. Secondo indiscrezioni che circolano con forza nel carcere, è in corso un acceso confronto fra dipartimento centrale della penitenziaria e il provveditorato regionale sul futuro del nuovo padiglione. Lo conferma Mauro Barile, coordinatore provinciale della Uil Penitenziari: «A Roma vorrebbero che la nuova struttura ospitasse l’alta sicurezza, mentre Firenze spinge per la media sicurezza. La verità è che ad oggi non c’è niente di certo. Si accavallano voci di corridoio. E ancora non si sanno i tempi di apertura. Doveva essere tutto pronto a febbraio, poi hanno detto maggio e ora di parla di settembre». A questo proposito interviene anche il garante dei detenuti, Marco Solimano, che il 29 maggio parteciperà a un’audizione sul tema in commissione Pari opportunità in Comune. «Noi vorremmo che il nuovo padiglione fosse destinato alla media sicurezza in maniera tale che a Livorno possano rientrare i detenuti livornesi - dice Solimano - Alle Sughere c’è un turn over molto alto: mille persone all’anno»

Ma quando arriveranno i 130 nuovi detenuti la polizia penitenziaria sarà rafforzata? «Ora siamo circa 200, compresi i colleghi che si occupano degli spostamenti, per 177 detenuti - dice Barile della Uil - Ma il rischio è che si ripresenti il problema del sottodimensionamento del personale. Noi ci opporremo».

Quanto alla sezione femminile, per ora il Ministero ha sospeso con un decreto la presenza delle donne. «Le Sughere hanno sempre avuto il femminile - dice Solimano Ora invece le donne detenute vengono portate a Firenze, Prato ed Empoli, e quando va bene al carcere di Pisa, che però di solito è sempre pieno. Chiederemo al Ministero di ripristinare la sezione».

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