Il Tirreno

Livorno

Lite per la buca, condannato il barista

di Lara Loreti

Insulti contro i vigili: 4 mesi a Villa, più 3800 euro tra spese legali e risarcimenti civili. La difesa: «Faremo appello»

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LIVORNO. Quel “vaffanculo”, detto ai vigili dal barista Giovanni Villa, non è andato giù all’accusa. E neanche al giudice. Il titolare del bar di via Marradi Pollicino, per quell’invito indecente e per aver opposto resistenza ai due agenti della municipale è stato condannato a quattro mesi e dieci giorni di carcere, con pena sospesa (il pm ne aveva chiesti 7). Villa dovrà pagare anche 3200 euro di spese legali e 300 euro a ciascuno dei due vigili che l’hanno arrestato. Una decisione presa ieri mattina dalla giudice Chiara Nardi, di fronte al pm Giuseppe Rizzo, all’avvocato difensore Massimo Tuticci e al legale di parte civile, Francesco Paglini. L’arresto, sulla cui opportunità si è acceso un vivace dibattito in città, era stato fatto dagli agenti Daniele Spinetti e Barbara Venchi lo scorso 21 marzo, in seguito a una lite per una buca in via Marradi davanti al bar. Buca del diametro di circa 30 centimetri che è rimasta lì per mesi: solo in questi giorni sono iniziati i lavori di sistemazione, ma la voragine sarà tappata definitivamente a luglio.

In aula quell’infelice escalmazione è stata oggetto di un acceso dibattito nell’udienza finale nel processo, nei confronti del titolare del bar Pollicino, per i reati di resistenza, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale. «Vorrei sapere in quale Stato del mondo è consentito mandare a quel paese un pubblico ufficiale - ha detto il pm Giuseppe Rizzo nella sua vibrante requisitoria - Vallo a dire alla polizia di New York e poi se ne riparla. Non si può dire vaffanculo a due agenti nel pieno dell’esercizio delle proprie funzioni e poi giustificarsi dicendo che l’insulto era rivolto al Comune. Lo stesso Villa ha ammesso di averlo detto».

Un Rizzo infuocato a cui ha risposto un altrettanto appassionato Tuticci, difensore di Villa. «Il comportamento del mio cliente è stato solo di reazione all’atteggiamento sgarbato del vigile». Quel giorno Villa, alla vista degli agenti della municipale, aveva mostrato loro un pezzo di asfalto della famigerata buca che aveva colpito la vetrina del suo negozio e una passante. Ma la risposta di uno di loro era stata questa: «Non ce l’ho messa mica io, bellino». Parole che secondo la difesa avevano scatenato la rabbia di Villa. «Il pubblico ufficiale deve essere un gradino più su dell’ “utente della strada”, non può rispondere così - ha detto Tuticci in aula - Inoltre Villa aveva già segnalato più volte quella buca e aveva trascorso ore al telefono con gli uffici comunali, ad ascoltare la canzone di Jhon Lennon. (È il brano che intrattiene l’utente in attesa al telefono, ndr). Durante le chiamate quando andava bene si rimbalzavano le competenze da un ufficio all’altro».

Battuta sarcastica che il pm Rizzo non ha lasciato cadere: «Ma cosa c’entrano le telefonate con la canzone di Jhon Lennon! - esclama il pubblico ministero - In questo clima di populismo anti istituzionale in cui è giustificato tutto (della serie, siccome ho ascoltato Jhon Lennon posso permettermi tutto) a rimetterci sono stati due agenti che, al di là della buca, erano lì per lavoro, sui bus Atl».

L’udienza prosegue e il dibattito si adagia sui testimoni. «Sono quattro (due agenti e due dipendenti Atl ndr) - dice Tuticci - e ognuno dice una cosa diversa. Chiara invece la posizione di Marco Pontil, ex ufficiale di Marina, che in quel momento si trovava nel bar e ha assistito a tutta la scena. Una persona che non ha interessi ed è assolutamente credibile. Lui esclude che Villa abbia colpito gli agenti». Secca la replica di Rizzo: «Pontil è un ufficiale di Marina eppure sul vaffanculo ha sostenuto che nel 2013 non ci si fa caso. E se qualcuno l’avesse detto a lui, mentre era nell’esercizio delle sue funzioni di ufficiale di Marina, cosa avrebbe fatto? Alla mia domanda ha risposto: “È un’altra storia”. Così non va bene: ci sono modi per esprimere il dissenso che non sono questi». Perplesso e dispiaciuto Villa. «Aspettiamo le motivazioni del giudice (fra 30 giorni ndr) - commenta Tuticci -e poi presenteremo appello».

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