Il Tirreno

Livorno

C’è la crisi? Tornano gli antichi mestieri

di Ludovica Monarca
C’è la crisi? Tornano gli antichi mestieri

Boom di domande per i corsi di formazione. Su dodici posti da fornaio, le richieste presentate sono state 93

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LIVORNO. Ci sono mestieri che per anni sono stati snobbati, messi da parte, perché considerati troppo semplici, troppo faticosi, poco remunerativi. Ma ora il difficile momento economico che tutto il Paese sta attraversando ci spinge a voltarci indietro, a tornare alle “origini”. A riscoprire quanto sia fondamentale non far sparire quelli che vengono chiamati “antichi mestieri”: la loro importanza, il loro valore, le possibilità che aprono verso il futuro. Se tutto crolla, si riparte dalla base. Anche nel mondo del lavoro.

Lo dimostra il corso di formazione per panettieri finanziato dalla Provincia di Livorno e organizzato dalla Cna Servizi in collaborazione con Ifoter e Ciofs-Fp Toscana. Per dodici posti le domande presentate sono state ben novantatré. Numeri enormi, specialmente se si pensa che per lo stesso corso, organizzato nel 2009, trovare dieci persone interessate a partecipare fu considerata un’impresa impossibile e alla fine si presentarono tutti stranieri e nessuna donna. Sono passati quattro anni e tutto è diverso: a fare domanda sono stati uomini, ma anche donne, soprattutto italiani. Pronti a tutto per riuscire ad uscire da un incubo chiamato disoccupazione, cambiare rotta, imparare un nuovo mestiere e, perché no, inseguire un sogno.

Gli antichi mestieri una volta snobbati recuperano così il loro fascino e sembra che i ragazzi più giovani questo trend lo stiano intuendo, visto l’aumento delle iscrizioni ai percorsi di formazione professionale: secondo l’Istat, sono quasi 200mila, raddoppiati nel giro di 5 anni. L’istituto professionale non è più la soluzione di ripiego per i bocciati delle altre scuole, ma una “vocazio- ne”. E le aziende rispondono, non è un caso che le professionalità più richieste dell’ultimo periodo siano proprio quelle manuali e la professione del panettiere è al secondo posto delle classifiche dei sondaggi. Il made in Italy ricerca professionalità e il mercato si smuove, lentamente, ma si smuove. E la formazione lo segue.

«Le motivazioni che spingono le persone a partecipare a questi corsi di formazione sono diverse – racconta Angela Bertolotto, direttrice agenzia di formazione della Cna Servizi – C’è chi non sa davvero più a chi rivolgersi, ma anche chi sta inseguento una vera passione. Riuscire a fare un lavoro artigianale, che sia il panetterie piuttosto che il falegname, per molti è davvero un sogno nel cassetto». Un sogno nel cassetto che, come tutti i sogni, per essere realizzato ha bisogno di impegno e sacrifici.

«Scegliere tra novantatré richieste dodici profili non è stato affatto facile – spiega Bertolotto – Ma abbiamo deciso di puntare su chi aveva espresso un vero interesse nel lavoro del panettiere e chi magari aveva già avuto anche qualche piccola esperienza nel passato in questo settore. Ho visto nascere molte classi di formazione, ma devo dire che non mi è mai capitato in tutti questi anni di vedere un gruppo così unito e motivato». Il lavoro del panettiere non è semplice, comporta orari difficili e grossa concentrazione, ma nessuno dei dodici partecipanti al corso sembra esserne spaventato. Anzi, le aspettative sono altissime e tutti mostrano un grosso ottimismo, nonostante i tempi difficili.

«Fino al 2010 il ritorno occupazione dei nostri corsi di formazione era del 45%, oggi siamo scesi a una percentuale che oscilla tra il 30% e il 20% – afferma Bertolotto – e in un momento di crisi come questa non è affatto poco. Le aziende ricercano alta professionalità e noi cerchiamo di formare il più possibile le persone che seguono i nostri corsi. Non a caso, per il corso di fornaio abbiamo coinvolto Piero Capecchi, presidente del Consorzio Pane Toscano e Fabio Contini, uno dei tecnici più esperti in panificazione e dolci. Gli allievi dopo un corso pratico, seguiranno anche delle lezioni di marketing e poi ci sarà lo stage». Dopo sarà il mercato a dire la sua, l’ultimo passo dal sogno verso la realtà.

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