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Una nuova Tac a radioterapia
Diametro più ampio e analisi più veloci, sarà operativa da giugno
LIVORNO. Il reparto di radioterapia dell’ospedale si è dotato di una nuova e importante apparecchiatura: la Tac Simulatore posizionata all’interno del padiglione 22. Il macchinario, dedicato alla radioterapia, servirà per simulare il trattamento radioterapico come per la Tac tradizionale ma avrà alcune caratteristiche innovative. La prima novità, e anche la più importante, è il sistema di simulazione virtuale e di laser mobili. Grazie ai quali sarà possibile individuare, nel paziente disteso sul lettino, i punti da sottoporre alla radioterapia in maniera molto più precisa e immediata rispetto alla tradizionale Tac. E con i laser mobili sarà possibile identificare i punti esatti da sottoporre al trattamento quando il paziente passerà nell’acceleratore lineare, cioè nella macchina utilizzata per la terapia radiante. «In questo modo – spiega Luca Lavazza, direttore sanitario dell’Azienda Usl 6 – la macchina va a circoscrivere l’area di intervento in modo da colpire, con una precisione millimetrica, le cellule tumorali grazie all’uso di dosi variabili di radiazioni. In questo modo evitiamo di coinvolgere anche i tessuti circostanti e dunque di danneggiarli».
Con la Tac Simulatore, le immagini del paziente compariranno subito su un monitor posizionato in una cabina che si trova nella stessa stanza del macchinario. Qui lo specialista, dopo aver evidenziato eventuali masse tumorali, utilizzerà i laser mobili per individuare i punti da trattare per poi trasferire tutto nella stanza in cui si trova l’acceleratore lineare. A questo punto avverrà il passaggio dalla simulazione al trattamento vero e proprio. La seconda caratteristica è il diametro dell’anello della macchina di ben 90 centimetri contro i 70 centimetri della tradizionale Tac. «Questo – spiega Simona Del Tredici, direttore dell’unità operativa di Fisica Sanitaria – permetterà al paziente di muoversi più liberamente e di collocarsi nella stessa posizione in cui sarà eseguita la successiva terapia radiante, permettendo così di raggiungere una maggiore precisione nelle immagini».
L’investimento per la nuova Tac, che sarà operativa a partire da giugno, è di 500mila euro. «Questo macchinario – conclude Manrico Bosio, direttore dell’unità operativa di Radioterapia – rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di radioterapia oncologica che qualifica ancora di più e completa la dotazione tecnologica già esistente».
Valeria Cappelletti
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