Il Tirreno

Livorno

Sì al mini-campo da golf di Banditella

di Alessandro Guarducci
Sì al mini-campo da golf di Banditella

La Federazione ha accolto la proposta del Comune: impianto con 9 buche, rivolto soprattutto all’avviamento allo sport

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L’impianto per il golf a Banditella si farà. A confermarlo è Andrea Scapuzzi, livornese, dal 2009 presidente toscano della Federazione italiana golf. «Il consiglio federale della Federgolf, che si è riunito giovedì scorso a Roma, ha espresso parere favorevole alla proposta che abbiamo presentata d’intesa con l’amministrazione comunale - spiega Scapuzzi - Ora stiamo aspettando la delibera formale, dopodichè potremo partire per realizzare il progetto».

Quindi via libera al “green” di Banditella, anche se definirlo campo da golf è tecnicamente improprio: quello che sarà costruito a Livorno è infatti un campo di pitch and putt, cioè composto da nove buche corte, particolarmente adatto ai principianti che vogliono avvicinarsi a questa disciplina sportiva. Il campo di pitch and putt non è altro che la concentrazione della parte più importante di un percorso golfistico (la lunghezza massima delle buche non supera infatti i 90 metri), quindi presenta diversi vantaggi: minor tempo per essere praticato, accessibile a tutte le età e abbordabile anche dal punto di vista economico: non c’è infatti solo un costo inferiore della manutenzione dei campi, ma non è neanche obbligatorio pagare una quota associativa come invece avviene nei circoli del golf.

Negli impianti come quello che la Federazione Golf vuole realizzare sulla collinetta di Banditella (alle spalle della spiaggia dei Tre Ponti) si potrà anche pagare semplicemente l’ingresso per andare a giocare. E per chi vuole imparare, per giocare sul campo di pitch and putt bastano poche lezioni e tre soli bastoni.

Il presidente regionale Scapuzzi non vuole addentrarsi nelle caratteristiche del progetto («Preferisco aspettare la delibera del consiglio federale prima», ci dice), ma conferma che la tempistica è quella che è stata annunciata dall’amministrazione comunale. «A fine settembre il campo sarà pronto», sottolinea Scapuzzi.

Proprio questa scadenza ravvicinata conferma che non si tratta di un campo da golf come quelli che siamo abituati a vedere o a immaginare (grandi spazi verdi, magari con laghetto annesso, e club house con tanto di ristorante e altri servizi), ma di un impianto con 9 buche ravvicinate che replica la “parte finale” di un percorso golfistico (anche se in futuro potrebbe trovare posto nell’impianto un punto di ristoro) .

Quanto basta, comunque, per lanciare questo sport nella nostra città. Questa, almeno, è l’intenzione della Federazione Italiana di golf. «Vogliamo avvicinare il maggior numero di persone possibile a questo splendido sport che è a contatto con la natura. Per questo ci rivolgiamo sia ai giovani che agli anziani».

Strutture del genere sono già state realizzate dalla Federgolf nelle Marche e in Piemonte riscuotendo notevole successo: cosa che dovrebbe ripetersi a Livorno dove il golf è già abbastanza praticato, visto che ci sono più di duecento livornesi che sono soci dei due campi “veri” di Tirrenia (il Cosmopolitan a 18 buche e il Tirrenia 9).

Di certo c’è che la Federgolf costruirà in proprio il campo livornese di pitch and putt, che dovrebbe essere poi gestito da una società mista pubblico-privato. Una prospettiva che, secondo quanto promesso dal sindaco Alessandro Cosimi, darà lavoro a 5 degli attuali 19 dipendenti dell’Ippodromo Caprilli. Ma su questo punto, il presidente Scapuzzi si trincera dietro il silenzio.

«Posso solo dire che i rapporti con il Comune sono ottimi - conclude il presidente regionale - e che da anni stavamo discutendo di questa iniziativa da realizzare a Banditella. La proposta del sindaco ha raccolto l’interesse della Federazione, che ora è pronta a tradurla in pratica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera