Il Tirreno

Livorno

Operaio in manette: in casa due chili di hashish

Operaio in manette: in casa due chili di hashish

Fermato in via Magenta con 13 grammi di droga, un coltello per tagliarla e quasi 9mila euro. Scattano la perquisizione nella sua abitazione e poi l’arresto, fatto dagli agenti delle volanti

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In auto 13 grammi di hashish e 8600 euro. In casa due chili, sempre della stessa sostanza, nascosti in un borsone sportivo nella veranda della cucina. È finito in manette per detenzione di droga ai fini di spaccio Alessio Carlucci, 38 anni, operaio livornese, sposato e residente vicino piazza della Repubblica. E’ stato arrestato domenica in tarda mattinata in via Magenta. Poi il controllo è proseguito nel suo appartamento.

Tutto inizia nel corso di un pattugliamento delle volanti della polizia in centro. Gli agenti a un tratto intercettano una Chevrolet nera sospetta in piazza Cavour. La seguono fino a via Magenta dove il conducente viene fermato. Il giovane appare nervoso e insofferente e, come appurato dalla polizia, con le mani poggiate sulle gambe cerca di nascondere un involucro alla vista dei poliziotti.

Un gesto che non passa inosservato: i poliziotti a quel punto gli chiedono di mostrare loro il pacco. E così si scopre che all’interno c’è un pezzo solido di hashish di circa 13 grammi. Non è tutto. Nel vano portaoggetti dell’auto, intestata alla moglie, la polizia nota una busta di carta bianca contenente una grossa mazzetta di banconote di vario taglio: in tutto 8.600 euro. Una grossa cifra, ma il 38enne non sa dare spiegazioni alla polizia sulla provenienza del denaro.

A quel punto scatta la perquisizione completa della Chevrolet dell’operaio. E lì gli agenti delle volanti trovano sul sedile anteriore un coltello multiuso, modello svizzero, con segni di bruciatura e sostanze stupefacente sulla lama. I controlli procedono a casa di Carlucci: un controllo approfondito in ogni angolo dell’abitazione dal quale viene fuori la presenza di due grossi panetti sempre di hashish. Avvolti nel cellophane e chiusi con nastro adesivo, i panetti sono riposti in un borsone sportivo nella veranda della cucina, sopra un armadio: uno pesa circa mezzo chilo e l’altro circa in chilo e mezzo. Nello stesso borsone la polizia trova anche una busta in cellophane contenente circa 14 grammi di polvere bianca, non stupefacente, ma utile alla preparazione delle dosi per lo spaccio.

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