Il presidio
Dal sindaco bordate a Calamai e Regione
Cosimi: «Perdere neurochirurgia e oncologia un danno ai cittadini e all’immagine». E anche i medici accusano il direttore
LIVORNO. Pochi posti letto, liste d’attesa impresentabili, sempre più fughe verso altri ospedali. Stavolta l’elenco delle carenze dell’Asl 6 non arriva da cittadini e neanche dagli studi universitari ma dai medici livornesi. Che esprimono “rammarico” verso l’azienda che si è fregiata – come ha detto il presidente dell’Ordine, Eliano Mariotti – «del titolo di maglia nera nella classifica della ricerca effettuata dall’Istituto S. Anna di Pisa».
Ci va giù duro, Mariotti. «Non sarei stupito – ha aggiunto parlando alla giornata del medico e dell’odontoiatra – se attribuissero la colpa ai medici, è sempre stato tipico degli incapaci di scaricare le responsabilità su altri». Mariotti difende la categoria, sottolineando la “piena collaborazione” verso le istituzioni sanitarie, con i colleghi della medicina del territorio che hanno portato la spesa farmaceutica a livelli quasi virtuosi e quelli ospedalieri, numericamente sotto organico e sacrificati in turni massacranti.
E se Mariotti è stato critico, la bordata forse più pesante (e anche inattesa) è arrivata dall’intervento del sindaco Cosimi, padrone della materia anche nelle vesti di medico. Il sindaco ha parlato in tema di possibili accorpamenti con l’azienda ospedaliera pisana. «L’ospedale di Livorno – sono sue parole – ha sempre posseduto alte specialità. Ne cito due, ad esempio: la neurochirurgia, con il professor Ratcliff Crudeli fin dagli anni ’60 e l’oncologia. Pensare oggi ad un loro accorpamento a Pisa, significherebbe perdere anche altre specialità di rilievo come la neurochirurgia e la neurologia, a scapito della qualità dell’assistenza dei cittadini e dell’immagine storica dell’ospedale».
Circa lo studio del S. Anna, Alessandro Cosimi ha poi ampliato il raggio d’attacco anche alla Regione: «Non metto in dubbio i suoi dati, ma mi chiedo: se Livorno è all’ultimo posto in Toscana, perché l’assessore regionale ha promosso alla direzione della più grande azienda ospedaliera, quella di Firenze, chi ha diretto l’Asl 6?».
In tema invece di “diritto alle cure”, il vice presidente dell’ordine e presidente della commissione odontoiatri, Vincenzo Paròli ha preso posizione in particolare sulle cellule staminali: «Non trovo corretto che, in mancanza di fondamento scientifico, i medici e gli ospedali dovrebbero addossarsi la responsabilità di rispondere negativamente alle richieste dei pazienti. E’ singolare poi che il governo abbia dato il via alla somministrazione, in un ospedale pubblico, di un trattamento a base di cellule staminali mesenchimali, privo di basi scientifiche». Con un minuto di raccoglimento a ricordare i colleghi scomparsi in quest’ultimo anno, il programma è proseguito con la lettura del giuramento d’Ippocrate, da parte dei più giovani iscritti all’Ordine: Giulia Costa per i medici chirurghi e Francesca Farisco per gli Odontoiatri. Per i 50 anni di laurea sono stati premiati Raffaele Cantini, Giorgio Di Lupo, Mauro Imparato, Luigi Merlini, Viviano Nota, Piero Pazzagli e Giancarlo Valente. Hanno ottenuto i premi di studio per onorare i colleghi deceduti, Jacopo Belfiore, Giulia Costa e Francesca Zecchini, mentre alla carriera il riconoscimento è andato ad Alberto Bertelli, Enrico Borgioli e Giuseppe Giannelli.
Gian Ugo Berti
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