Il Tirreno

Livorno

Piano anti-buche, il Comune ci riprova

di Alessandro Guarducci
Piano anti-buche, il Comune ci riprova

Il caso dei continui scavi di Asa, Enel, Telecom, etc.: sette anni dopo, ecco un nuovo regolamento con sanzioni più salate

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LIVORNO. «Dobbiamo rilevare che gli interventi di manomissione stradale da parte delle diverse società che operano per i sottoservizi (Asa, Enel e gestori della telefonia) creano ulteriori problemi di dissesto stradale. A questo riguardo, si rende ormai inderogabile l'applicazione del regolamento già in essere, affinché il costo delle manutenzioni non sia pagato tre volte dall'amministrazione. Nel corso di quest'anno sono state effettuate, da diversi soggetti, compresi singoli cittadini, oltre 900 interventi di manomissioni stradali».

Questa la posizione ufficiale dell’amministrazione comunale in merito al problema del dissesto stradale provocato dai continui lavori delle aziende: il fatto è che queste parole sono state pronunciate da Palazzo Civico circa quattro anni fa (il comunicato in questione risale infatti al 2009) e che il regolamento a cui veniva fatto riferimento è datato addirittura 20 dicembre 2006.

Regolamento che ha trovato scarsissima applicazione, come dimostrano i numerosi “rattoppi” visibili sulle strade interessate dai lavori dei sottoservizi (le vie interessate dagli interventi di Asa, Enel e Telecom sono infatti tra quelle più "disastrate"), le troppe transenne che restano sulle strade per giorni e giorni anche dopo la conclusione dei lavori, gli interventi - ripetuti anche più volte, nello stesso punto, etc.

Di fronte a questa situazione, che ha contribuito a determinare il peggioramento delle condizioni di diverse strade cittadine (marciapiedi compresi), con conseguenti ripercussioni sulla sicurezza, sul decoro urbano e sui conti del Comune, ecco che l’amministrazione ha deciso di giocare nuovamente la carta dei controlli e delle sanzioni riproponendo all’attenzione del consiglio comunale una nuovo regolamento “per il rilascio di concessione per alterazioni del suolo e del sottosuolo pubblico”.

L’atto, che sarà portato in tempi brevi all’approvazione del consiglio, è caratterizzato dall’adeguamento delle tariffe di cauzione (550 euro per ogni singolo intervento fino a 1 metro quadro e 550 più 165 per metro quadrato in caso di intervento superiore al mq) e dal nuovo strumento gestionale on line con cui l’Ufficio manutenzione autorizzerà l’esucuzione degli interventi che dovranno essere inseriti «in un piano di programmazione al fine di contenere sia i costi di manutenzine delle sedi stradali che i disagi per i cittadini e gli utenti della strada». Chissà se questo nuovo regolamento anti-buche, avrà più fortuna del precedente: basterebbe che, una volta approvato, venisse almeno applicato...

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