Il Tirreno

Livorno

La Asl di Livorno maglia nera in Toscana

di Juna Goti
La Asl di Livorno maglia nera in Toscana

L’analisi del Mes del Sant’Anna boccia ospedali e servizi della nostra costa Nella fascia critica pronto soccorso, infortuni e ore di assenza dei dipendenti

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LIVORNO. Un termometro del malcontento che si respira in città, non solo fra gli utenti ma anche tra i fedelissimi di partito, era stata l'assemblea organizzata qualche settimana fa dal Pd in circoscrizione 1: il governatore della Toscana, Enrico Rossi, era stato invitato in Corea per parlare del futuro dei democratici, ma alla fine la discussione era scoppiata intorno alla sanità livornese, con alcuni iscritti infuriati per tagli, disservizi e prospettive della Regione per la struttura di viale Alfieri. Ora a dire che la Asl 6 è maglia nera della Toscana sono i dati elaborati dal Mes, il laboratorio per il management in sanità del Sant'Anna di Pisa.

La ricerca, che ha l'ambizione di fotografare lo stato dell'arte degli ospedali toscani, è stata presentata la scorsa settimana ai vertici delle aziende regionali. Portandosi dietro, come sempre, non pochi malumori. È il caso della Asl livornese, guidata dalla grossetana Monica Calamai, che da giugno prenderà il timone di Careggi.

Fanalino di coda

Le strutture livornesi sono state bocciate, nel loro complesso, per quasi la metà dei 40 indicatori presi in considerazione dai ricercatori: si va dal servizio di pronto soccorso ai rischi clinici, dall'area materno-infantile agli infortuni aziendali, passando per la formazione del personale. Nel bersaglio dei giudizi pubblicato sul portale del Mes si registrano 18 voci accostate agli aggettivi "scarso" e "pessimo". Alla fine i punti medi per indicatore, su un massimo di 5, sono 2,5. Per il Mes la Asl migliore sarebbe quella di Grosseto (con due "scarso" e una media di 3,36). Poi Pisa, Empoli, Massa, Viareggio, Arezzo, Prato, Siena, Lucca, Firenze, Pistoia e, fanalino di coda, Livorno. Tra le aziende ospedaliere la migliore risulterebbe il Meyer, seguito da Siena, Careggi e Pisa.

I punti deboli

Come spesso avviene in questi casi, tra gli addetti ai lavori c’è chi contesta criteri e parametri di ricerca. In più dai vertici di viale Alfieri ripetono che ricerca pisana è da considerarsi ancora provvisoria, perché alcuni dati hanno bisogno di essere verificati dalle singole aziende. Intanto, però, la fotografia scattata dal Sant'Anna non fa dormire sonni tranquilli. Nella zona rossa spicca la voce "soddisfazione dei pazienti nel ricovero ospedaliero", che prende in considerazione il numero di malati che si dimettono volontariamente dal ricovero: la valutazione, in uno spettro da 1 a 5, è di 0,34 contro una media regionale di 2,43. Poi il "rischio clinico", finito nella fascia dello "scarso": anche qui Livorno chiude la fila, registrando l'1,22 contro il 3,69 regionale. Numeri che di per sé dicono poco, ma acquistano significato sviscerando i dati presi in considerazione per valutare ogni singolo parametro: per i rischi clinici, ad esempio, vengono prese in esame anche le richieste di risarcimento negli ospedali della provincia, 11,67 ogni 10mila casi. In zona arancione (un po’ meglio di quella rossa, ma sempre con la spia accesa) ecco anche l’"efficienza dell'attività di ricovero", affiancata alla "valutazione dei servizi territoriali" (agli utenti sono state fatte domande su orari, gentilezza del personale, comfort e chiarezza delle informazioni) e, soprattutto, al pronto soccorso. In questo caso la valutazione è di 1,30 contro una media di 2,24. Ma migliore dell'azienda ospedaliera pisana (1,23), di quella viareggina (1,19) e lucchese (1,16). Al capitolo pronto soccorso saltano fuori dati curiosi: i pazienti con codice giallo visitati entro la mezzora sono meno di 6 su 10, mentre quelli con codice verde che aspettano al massimo un'ora sarebbero circa il 66 per cento.

Quello che funziona

La ricerca non regala solo note dolenti. È ok quella che viene definita “capacità di governo della domanda”, che in sostanza prende in considerazione i tassi d’ospedalizzazione: qui l’Asl 6 raggiunge una performance di 4,62, superando la media regionale di 3,32. Fa centro, poi, l’appropriatezza chirurgica. Tradotto: l’adeguatezza delle prestazioni erogate - nei tempi e nei modi giusti - rispetto alle necessità del paziente. La performance in questo caso è di 4,10.

Choc infortuni e assenze

Ma a saltare all'occhio in questo studio che ha già scatenato le reazioni di dirigenti, medici e infermieri è forse il capitolo del personale. A Livorno risulta altissimo il tasso di infortuni dei dipendenti: 9,73 ogni 100mila ore lavorabili da contratto, quasi il doppio della media regionale (5,16). Per il 2012 il Mef parla di 669 incidenti, rispetto ai 461 dell’anno precedente, ma dalla sede di viale Alfieri controbattono parlando di «dati sballati». Nessuna contestazione, invece, sulle assenze, che vedrebbero Livorno seconda solo a Lucca: 8,39 per cento, per un totale di oltre 500mila ore di assenza dal lavoro.

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