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«Ho creduto fosse uno scherzo»
De Filicaia spiazzato, Lippi diplomatico: «La scelta spetta al sindaco, non al Pd»
LIVORNO. «Non ne sapevo niente. Francamente quando dal partito mi hanno chiamato per dirmelo ho creduto, un po’ per il tenore della telefonata, che fosse uno scherzo...». Queste parole, ieri pomeriggio, non sono state pronunciate da un democratico qualunque. Dall’altra parte della cornetta c’è il segretario del’unione comunale del Pd, Yari De Filicaia.
Martedì sera, quando in Comune il sindaco ha riunito la giunta ed è iniziata a trapelare la notizia della nomina di Enzo Chioini ad amministratore unico di Aamps, aveva i telefoni staccati per motivi personali. Ieri mattina, a nomina fatta, lo hanno chiamato dal partito. Per la verità prima gli hanno inviato un paio di messaggi ironici. Come quelli che ieri pomeriggio si leggevano sulle bacheche di alcuni rappresentanti della segreteria e dei circoli del partito: «Ho un pensiero... oh come farà senza un portavoce», scriveva ad esempio sulla sua bacheca Alessio Quintavalle, riferendosi al sindaco.
«Quando mi hanno telefonato – ripete De Filicaia – ho pensato che fosse uno scherzo, un po’ anche per il tenore della telefonata, tra il serio e il faceto. Non conosco le competenze di Chioini – precisa – e non voglio metterle in dubbio. Poi le nomine vengono fatte, giustamente, dal sindaco, sono una sua prerogativa». Però, aggiunge prima di chiudere la telefonata, «credevo che si andasse a guardare in altri campi, un po’ come aveva fatto il sindaco con Angelo Rosi...».
Più diplomatico il leader della Federazione, Samuele Lippi, che negli ultimi giorni si è trovato a gestire una bella grana interna al partito cecinese sugli incarichi dell’ormai ex assessore al bilancio, Michela Ghezzani, che doveva entrare anche in Asa.
«In passato il partito ha sostenuto l’amministrazione comunale nell’individuazione di persone competenti in materia e di fiducia dell’amministrazione stessa, per la gestione delle partecipate. Poi le scelte personali, sui nomi, le fa il sindaco. È giusto che sia così: è sua prerogativa, per legge».
Lippi conferma che «non ci sono state comunicazioni preventive al partito». «Quando Cosimi ha fatto una scelta forte nominando Rosi – riprende – il Pd l’ha sostenuta, perché è giusto che nelle società partecipate che gestiscono servizi vadano persone con competenze e titoli». È il caso di Chioini? «Non ho visto il curriculum – taglia corto Lippi – so solo che era nel cda di Asiu. Ripeto: non mi esprimo su questo, perché bisogna distinguere i ruoli, il sindaco fa la scelta che ritiene più opportune e se ne assume la responsabilità».
«Posso solo dire – chiude – che i politici non devono essere esclusi o avvantaggiati a priori. L’idea che ho lanciato di creare un albo professionale dei nostri iscritti nasce proprio dalla volontà di conoscere tutte le professionalità che ci sono nel nostro partito». (j.g.)
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