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La nave Olt sempre a Dubai «Ma arriverà a fine giugno»
I vertici della società ascoltati dalla commissione comunale ambiente confermano che in autunno il rigassificatore offshore entrerà in funzione
LIVORNO. Sono passati quasi dieci anni da quando, l'11 Luglio 2003, l'allora sindaco Gianfranco Lamberti scrutando l'orizzonte dalla terrazza Mascagni rassicurava i cittadini livornesi sulla distanza di sicurezza- 22 km per la precisione- che avrebbe separato il rigassificatore off-shore dalla città: “Non si vede nemmeno, tanto è lontano” si diceva all'epoca. Dieci lunghi anni, scanditi da polemiche e autorizzazioni, ma ora sembra che sia davvero arrivato il momento della verità: la Fsru Toscana non è ancora partita da Dubai, ma i vertici di Olt assicurano che mancano pochi giorni ormai: l’arrivo nel nostro mare è previsto entro la fine di giugno e le attività commerciali dovrebbero inziare entro la fine di settembre. Lo annunciano gli amministratori delegati di Olt Peter Carolan e Valter Pallano (il primo in quota E.On, il secondo in quota Iren, entrambe le società azioniste di Olt Offshore Lng Toscana al 46,79%) durante l'incontro in Comune con la commissione Ambiente. «Siamo soggetti a tutta la normativa nazionale e internazionale in materia di sicurezza- spiegano gli amministratori- e non solo: abbiamo tecnologie che ci permettono di garantire uno stardard di sicurezza ancor più alto rispetto a quello richiesto dalla legge».
»C'è inoltre un monitoraggio costante da parte degli enti preposti al controllo, ad esempio l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra)» continua Pallano». E a chi ribatte che i dati sulla sicurezza ambientale siano prodotti direttamente da Olt, Pallano risponde che sì, è vero, »ma il controllo sui dati à spetta ad un ente esterno che è Ispra stessa e che tutti i criteri per la sicurezza sono certificati da Rina». Ai due amministratori fa eco l'assessore Massimo Gulì per il quale «se ci son voluti tanti anni, è anche per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie alla tutela dei cittadini e dell'ambiente». «L'opera sarà di importanza strategica per Livorno - insiste Gulì- anche per le ricadute occupazionali: i lavoratori direttamente assunti da Olt saranno 12 e ad un centinaio ammontano le previsioni per le assunzioni indirette (70 persone circa da Ecos e 27 da F.lli Neri)». Non solo: «Le compensazioni ambientali ammontano a 480.000 euro con i quali saranno realizzati un Centro visite dell'area marina protetta delle Secche della Meloria e la caratterizzazione ambientale dei siti interessati da interventi previsti nel piano strutturale». Le ricadute dell'indotto sono stimate da Olt intorno ai 400 milioni di euro nei prossimi vent'anni (di cui all'anno: 18 milioni per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'impianto, 500.000 euro per fornitura di servizi tipo catering, 2.5 milioni per il servizio di sorveglianza, 800.000 euro per il monitoraggio ambientale).
Maria Giorgia Corolini
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