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«Viveva per la famiglia»
Sempre con i figli, dal catechismo alla Seton all’uscita del Sacro Cuore
LIVORNO. «Lo sa cosa ricordo di Michele? Quel sorriso totale che raccontava di una disponibilità generosa, ecco chi era lui». Franco Caccavale, diacono nella parrocchia di piazza Lavagna intitolata a santa Seton, conosceva il pilota livornese «da otto anni»: «I nostri figli vanno a scuola insieme, sono al Sacro Cuore. Quanto ci teneva Michele, tutte le volte che era libero dal lavoro, ad accompagnare di persona i figli a scuola e andarli a prendere all’uscita. Quello era il suo mondo: una gran bella famiglia».
Caccavale spiega che Michele Robazza «in parrocchia si era inserito subito: seguiva da vicino la sua figlia al catechismo. Con quella disponibilità umana che lo contraddistingueva mi aveva dato appuntamento a giugno: avrebbe avuto qualche giorno libero per darci una mano a sistemare le stanze della catechesi dei bimbi».
«La figlia farà la comunione il prossimo anno», conferma il parroco don Gino Franchi: ieri mattina è andato a far visita alla moglie del pilota livornese: niente parole ma l’intenzione di «far sentire alla signora Michela tutto l’affetto della comunità parrocchiale».
Mirko Crismani è il portiere del complesso di condomini di via San Gaetano dove abita la famiglia Robazza («sono qui dal ’94»): non riesce a trattenere le lacrime, la commozione gli stringe la gola. «Una bravissima persona, qui gli volevano tutti bene. L’ho visto andar via, ci siamo salutati. Mi ha detto: “Ci rivediamo sabato”».
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