Il Tirreno

Livorno

Un fiume di acqua nera e melma a Calambrone, esplode la polemica

Giulio Corsi
Un fiume di acqua nera e melma a Calambrone, esplode la polemica

Da cinque giorni dalla mattina alla sera un tubo agganciato a una draga sputa in mare chili e chili di liquido scuro. Tanti lettori ci hanno segnalato la situazione e noi siamo andati a verificare

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Sulla sponda dello Scolmatore, proprio sotto al ponte del Calambrone, c'è una pompa che sputa chili e chili di acqua nera mista a melma. E' lì da cinque giorni. Agganciata ad una draga che è stata ancorata nel canale una cinquantina di metri più indietro, la pompa lavora da mattina a sera. E spurga, spurga, spurga. Al punto che anche lo specchio d'acqua che passa sotto al ponte e che scorre verso il mare ormai è diventato un lago nero.

Lo spettacolo di quella specie di morchia che esce dal tubo è impressionante. E lo è ancor di più a pensare che quello sversamento avviene a centocinquanta metri dalla foce e che quell'acqua finirà in mare, praticamente sulle spiagge di Calambrone, in mezzo a camping, villaggi e bagni già aperti, a poche centinaia di metri da Tirrenia.

Ieri mattina sono stati tantissimi i lettori che ci hanno segnalato la situazione. E siamo andati a verificare. Sul posto, infuriati c'erano anche i titolari del campeggio Mare e Sole e quello dei bagni Nirvana. "Non è possibile che accada una cosa del genere, la stagione è praticamente iniziata, abbiamo turisti nelle nostre strutture, clienti che stanno venendo ad abbonarsi per l'estate e quando vedono quella pompa che sputa acqua nera, si spaventano. Che roba è? Chi ha dato l'autorizzazione? E soprattutto perché se c'era da fare un intervento è stato deciso di farlo adesso, che la stagione sta cominciando?".

Mentre sul ponte automobilisti e ciclisti di passaggio si fermano in continuazione a vedere lo spettacolo, è il direttore dei lavori, Mario Morretta, ingegnere della Port Authority a dare la spiegazione ai due gestori.

In una discussione dai toni animati, Morretta spiega che i lavori sono stati autorizzati dalla Provincia di Pisa - che è l'ente competente per il demanio idraulico - e che sono stati appaltati dall'Autorità Portuale di Livorno ad una ditta dopo apposita gara. "Il problema - spiega Morretta - è la profondità che c'è all'uscita dal canale dei Navicelli: è troppo bassa e dunque bisogna togliere i sedimenti di terra che si sono creati sui fondali per permettere agli yacht di entrare nello Scolmatore, attraversarlo e passando dalle Porte Vinciane, entrare in porto".

E così è stata noleggiata una draga che da cinque giorni sta scavando all'incrocio dei due canali. I sedimenti che vengono raccolti vengono poi sparati da una pompa cinquanta metri più in là, praticamente sotto al ponte, in direzione mare. Ma dalla pompa non esce acqua marrone o marroncina come quella dello Scolmatore ma nera mista a fango. "Siccome lo Scolmatore funziona male - spiega il dirigente dell'Autorità portuale, Giovanni Motta - il materiale dei fondali portato dalle correnti dello Scolmatore e dei Navicelli ristagna in un ambiente anaerobico, privo di ossigeno che produce il proliferare di batteri e microorganismi che a loro volta provocano l'oscuramento di sabbia e materiale di riporto. Ma non c'è nessun inquinamento. Tanto che come si può ben vedere più ci si avvicina alla foce, più l'acqua torna chiara".

La draga continuerà a lavorare per altri cinque giorni. E la pompa a sputare acqua. "Ma torneremo a intervenire ogni qualvolta i nostri rilievi diranno che i fondali si saranno abbassati", continua Motta. L'intervento rientra nell'intesa tra Autorità portuale, Provincia di Pisa e Navicelli Spa, e permette di tenere le Porte Vinciane chiuse e dunque di impedire che tonnellate di sabbia entrino dallo Scolmatore nel nostro porto creando danni ai fondali.

Intanto però un debbio resta: anche se Motta e Morretta parlano di sedimenti e non di fanghi, la questione degli escavi e del famoso confine tra materie prime e rifiuti speciali si fa chiaramente largo. E nonostante l'istituzionalità dell'intervento - condito dalle autorizzazioni della Provincia di Pisa, dalla gestione dell'Autorità Portuale e da un accordo in cui rientrano Comune, Camere di Commercio, Navicelli Spa, Autorità di Bacino - il dubbio se quei fondali smossi e spostati possano portarsi dietro anche il movimento di sostanze inquinanti resta. E per questo l'Arpat potrebbe già domani intervenire per fare dei rilievi.

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