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Livorno

Maxi indagine della Finanza sulla cooperativa Theatralia

Maxi indagine della Finanza sulla cooperativa Theatralia

Secondo l’accusa dava lavoro a oltre 700 promoter irregolari e precari, pagandoli 6-8 euro all’ora Accertamenti in corso delle fiamme gialle, le contestazioni sono riferite al biennio 2010-2012

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LIVORNO. Oltre settecento lavoratori precari, malpagati e irregolari. Maxi inchiesta della Guardia di finanza sulla società livornese che ha sede in via di Popogna Theatralia Service srl, attiva ormai da quindici anni nel campo dell’illuminotecnica, in particolare nel settore del teatro e dei festival. In base a quanto emerso, le fiamme gialle, oltre a documenti, hanno raccolto le testimonianze di alcuni lavoratori che avrebbero confermato che venivano impiegati in maniera irregolare.

Gli accertamenti della Finanza di Milano hanno portato alla ribalta una situazione irregolare continuata che coinvolge 710 lavoratori, quasi tutti legati a Theatralia e solo cinque invece gestiti da un’altra società, con sede nel capoluogo lombardo, la Fma. I promoter di Theatralia secondo gli inquirenti sono tutti italiani, di età comprese fra i 20 e i 60 anni, che avrebbero accettato paghe così basse per esigenze lavorative. Accuse respinte da entrambe le società.

Il lavoro della Guardia di finanza ha accertato che la società, nello svolgimento di numerose campagne promozionali in giro per l’Italia, nel biennio che va dal 2010 al 2012, avrebbe utilizzato i lavoratori che risultavano falsamente regolarizzati da dalla società cooperativa ma, di fatto, completamente irregolari. La società, secondo le analisi della Guardia di finanza, avrebbe fatto lavorare in modo precario i promoter in centri commerciali siti nel Nord Italia (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Veneto), per periodi tra i 2 ed i 5 giorni con orario medio di otto ore giornaliere, per una retribuzione che non supera i 50 euro al giorno. In nessun caso, secondo le verifiche della finanza, il personale è stato usato per periodi superiori ai trenta giorni lavorativi all’anno.

Queste irregolarità comportano multe salate: la società rischia sanzioni fiscali pesanti. Infatti - come spiega la Guardia di finanza - per ogni lavoratore non regolarmente assunto la legge prevede una sanzione amministrativa dai 1.500 ai 12.000 euro, alla quale si sommano 150 euro per ogni giornata lavorativa prestata in nero ed altre sanzioni accessorie. Alla società, pertanto, verranno contestate sanzioni per importi che oscillano tra un minimo di 1,6 milioni di euro ed un massimo di oltre 9 milioni di euro, corrispondenti ad oltre 4mila giornate lavorative. Le operazioni della Finanza hanno permesso di constatare, anche, un’evasione all’Iva per 85.000 euro, base imponibile Ires sottratta a tassazione di 130.000 euro, nonchè rilievi per Irap evasa di 430.000 euro.

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