Palasport, è polemica tra gestori ed ex sindaco
Lamberti replica a Gramigni: «Parla a vanvera, la struttura è il nostro orgoglio» La società abbassa i toni ma conferma: dobbiamo investire sui nei dell’impianto
LIVORNO. La nuova era del Modigliani Forum si aprirà con la poesia di Gino Paoli (il 25 maggio concerto gratis) e con una maxi polemica. Le parole dette al Tirreno da uno dei nuovi gestori del palazzetto, il fiorentino Massimo Gramigni, sulle carenze strutturali del Palasport hanno scatenato la dura reazione dell’ex sindaco Gianfranco Lamberti e di Michele Caturegli, che al tempo della realizzazione era responsabile dell’ufficio tecnico comunale. Ma dalla società che gestisce il Modigliani Forum, seppur con toni più pacati, confermano i «nei» e la necessità di investire.
«Non capisco – scrive Lamberti – perché il signor Gramigni si mette a parlare in modo offensivo nei miei confronti e della città che lo ospita, di cose che non conosce e che, forse, gli hanno raccontato. Il Palasport fu inaugurato con una splendida partita di serie A: era il 14 marzo del 2004 e Luciano De Majo raccontò l'anima e il cuore di quella splendida giornata, a commento della partita di esordio tra Mabo Livorno e Skipper Bologna». «Che fosse il più grande e bello impianto per il basket in Italia – rivendica – ce lo confermò il presidente Petrucci, venendolo a visitare in ogni dettaglio alla vigilia dell’apertura, ne andammo orgogliosi». «Anni di lavoro, di persone competenti – polemizza – altro che frenesie preelettorali di cui parla a vanvera il signor Gramigni».
L’ex sindaco ripercorre la storia dell’impianto, dal via dato dal sindaco Benvenuti come «progetto fatto per lo sport e per il lavoro, pensando alle Officine San Marco in difficoltà e da sostenere» fino alla variante anticipatrice «che valorizzava solo il comparto al di qua della Variante, di proprietà pubblica, resistendo ad aspettative improprie che molti ricorderanno». «Tutto il mio mandato – scrive – è stato speso per non lasciare incompiuta una grande intuizione e onorare una città sportiva. Insieme al grande basket, alla pallavolo, al tennis ospitammo molti eventi senza che nessuno ci sollevasse problemi, anzi: da Baglioni a Grillo. Di cosa parla allora questo signore?».
Poi la chiusura di fuoco: «Quanto all’accusa più indecente, quella per cui avrei fatto, io e la mia amministrazione, questo lavoro di oltre un decennio per motivi elettorali, bisognerebbe informarlo che le elezioni successive alla inaugurazione videro candidato non il sottoscritto, ma Alessandro Cosimi, peraltro con me in giunta e in consiglio convinto e partecipe di quel percorso».
A questo punto ci va giù duro anche Caturegli: «Non capisco di quali serie ditte fiorentine, che avrebbero lavorato male a Livorno e bene a Firenze parli Gramigni, perché le opere in cemento armato del Palasport erano state in buona parte già costruite negli anni ’80 e in parte eseguite direttamente dalla stessa Baldassini. La splendida copertura in legno lamellare, la più grande d'Europa di quel tipo, è stata costruita dalla Holzbau di Bressanone, è c’è da levarsi tanto di cappello». Caturegli snocciola una lista di dati tecnici, dalla resa acustica ai camion che possono entrare nell’impianto, fino agli spettatori («1.530 più che a Firenze»). «Qual è il problema – scrive stizzito – che si è intasata una gronda? Che manca l’Adsl? Che non è stata messa una pompa di calore per scaldare tre stanze? Con 400 euro si può installare...».
Il presidente del cda della PalaLivorno Scrl, Riccardo Rossato, prova ad abbassare i toni: «Crediamo che l'amministrazione precedente abbia fatto un grande sforzo che ha dato la possibilità oggi, a una città come Livorno, di avere un importantissimo luogo di aggregazione, come difficilmente potranno avere altre città della stessa dimensione. È stato un progetto ambizioso, purtroppo non ripagato dalle vicissitudini sportive della nostra città, un progetto che noi abbiamo il dovere di conservare, mantenere e, dove possibile, migliorare». Poi però aggiunge: «Proprio per questo abbiamo già investito oltre 250 mila euro in strutture e altrettanti saranno investiti per i sezionamenti degli impianti», perché «sono proprio gli impianti e i loro sezionamenti il neo della struttura: non era stato previsto in fase di realizzazione il completamento di tale opera che avrebbe consentito al PalaLivorno di vivere anche gli spazi più piccoli (vedi le tre sale conferenze) o di poter fare una doccia senza per forza dovere attivare tutte le caldaie».(j.g.)
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