Case fantasma a Ghiaccione accusati di truffa, scarcerati
Obbligo di firma per Petrillo e Pagliuca, domiciliari revocati per la Cerrai Ancora da definire la posizione della quarta indagata, Letizia Luci
LIVORNO. Scarcerati Attilio Petrillo e Nicola Pagliuca, i due imprenditori accusati della truffa e della bancarotta fraudolenta della società Carolina, la ditta costruttrice delle abitazioni di Ghiaccione a Colle, il complesso edile di case già pagate dagli acquirenti, ma mai finite. In libertà anche Simona Cerrai, che era ai domiciliari per il reato di reimpiego del denaro di provenienza illecita in altre attività (fattispecie del riciclaggio). Ancora da definire invece la posizione della quarta indagata, Letizia Luci, moglie di Pagliuca.
È quanto deciso giovedì pomeriggio dal giudice del tribunale del Riesame a cui gli avvocati difensori (Marco Talini, Claudio Cataldo e Mario Maggiolo) avevano presentato istanza due settimane fa. L’udienza si era svolta lunedì, poi l’altro ieri la decisione. Per Attilio Petrillo, 48 anni, il giudice ha disposto l’obbligo di dimora nel Comune di Livorno; per Pagliuca, 54, invece, obbligo di dimora a Cecina. In libertà la Cerrai, 45. Le ordinanze di custodia cautelare erano state firmate l’11 aprile dal giudice Antonio Pirato in seguito alla svolta nelle indagini dei carabinieri, che avevano sequestrato beni immobili, conti correnti e assegni per oltre un milione di euro.
«Siamo molto soddisfatti - commenta l’avvocato Talini, che difende Simona Cerrai e suo marito Attilio Petrillo - Quella sentenza era ingiusta e intempestiva. Ora aspettiamo di leggere le motivazioni del giudice. I miei clienti sono molto sollevati, consapevoli però del percorso che hanno ancora davanti: le indagini dei carabinieri, tuttora in corso, sono molto complesse».
Secondo l’ipotesi dell’accusa, la truffa immobiliare consisteva nel recuperare soldi attraverso i versamenti fatti dalle persone che avevano comprato la casa (quindici famiglie che avevano pagato circa a 200mila euro a persona) e tramite i prestiti chiesti in banca (Mediocredito Trentino Alto Adige spa e San Miniato filiale di Livorno) per poi rinvestire il denaro in attività di copertura. In base agli accertamenti dei carabinieri, il denaro illecito accumulato dalla Carolina, per essere pulito veniva impiegato in negozi copertura quali le due ottiche Benedo srl e poi Ottica Cerrai, entrambe con sede in via Marradi, e tutte le due legate a Simona Cerrai. Questo per l’accusa era il ruolo della donna. Titolare della ditta Carolina invece era la Luci. Quanto a Pagliuca, lui ne era rappresentante. A Petrillo invece viene contestato di essere imprenditore di fatto.
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