Il Tirreno

Livorno

Il miglior lavoro al mondo? «È in Australia e lo farò io»

di Giorgio Carlini
Il miglior lavoro al mondo? «È in Australia e lo farò io»

La storia di Massimiliano Morelli che potrebbe vincere sei mesi di contratto per fare il guardia parchi tra le meraviglie del Queensland oltreoceano

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LIVORNO. “Please save me: change my life”. Aiutatemi a cambiare la mia vita. Termina con queste parole il video di presentazione che Massimiliano Morelli, biologo livornese di 29 anni, ha caricato sul sito web del concorso mondiale “Best Jobs in the World”, promosso dal Tourism Australia, l'ente del turismo nella terra dei canguri. Una clip di 30 secondi che ha proiettato Max, impiegato d’ufficio con un passato da guida naturalistica, nella cerchia dei 25 candidati per il ruolo di guardiano di un parco naturale nel Queensland.
Il concorso-reality mette in palio sei “life-changing jobs”: lavori che ti cambiano la vita. Non si tratta di impieghi qualsiasi, ma dei “migliori lavori al mondo” nei paradisi naturali dell’Australia: esploratore, fotografo, guardiaparchi, custode della natura, maestro del gusto o specialista del divertimento (alzi la mano chi era a conoscenza di un simile impiego). Con l’occupazione da sogno c'è uno stipendio da capogiro: contratto di sei mesi e salario da 100 mila dollari australiani, circa 80 mila euro. I candidati erano 350 mila, ora sono rimasti 150, 25 per ciascuna categoria.
Massimiliano è tra i 5 italiani in gara (l’unico per il ruolo di park ranger). «Nulla è deciso – dice cercando di tenere a freno l’evidente e comprensibile entusiasmo – ma a questo punto comincio a sperarci davvero». E pensare che il biologo ha rischiato di non cogliere l'occasione: «Mi sono ritrovato a girare il video il giorno prima della scadenza del termine, sotto casa di un amico, in fretta e furia. Ma a quanto pare è andata bene!».
Nella clip Max spiega come ora sia un “businessman”, un uomo d'affari, ma come, sotto al completo, il suo cuore batta ancora per la natura. E, vista la sua storia, non potrebbe essere altrimenti. «Mi sono laureato in biologia a Pisa – racconta – Poi ho fatto la guida naturalistica in Kenya per cinque mesi. Dopo mi sono spostato a Berenice, in Egitto, ma l’esperienza è durata solo due settimane, perché mi sono rotto i legamenti del ginocchio».
A causa dell'infortunio, Max è costretto a frenare il suo spirito avventuriero: si opera, poi comincia la lunga riabilitazione. «Ho perso un anno, e con esso anche le possibilità di seguire le mie aspirazioni». Tutto perduto? Neanche per sogno. Perché è vero che il treno passa una sola volta nella vita, ma se si ha fiducia e determinazione non è detto che non torni indietro. Max trova lavoro come impiegato, ma dopo aver assaporato le emozioni e i sapori dell’Africa si sente, è proprio il caso di dirlo, un leone in gabbia. «Fortuna che il destino mi ha dato una seconda chance. Ho realizzato il video raccontando le mie esperienze passate, esprimendo il desiderio di poter tornare a viverle». La sua presentazione viene scelta dal Tourism Australia tra le oltre 650 mila pubblicate. La seconda fase scade il prossimo 8 maggio: Max deve girare un video dimostrando di aver attirato fan e trovato referenze a supporto della sua canditatura, garantendo visibilità al progetto australiano. I giudici selezioneranno poi i 18 finalisti (3 per ciascun ruolo): l'annuncio dei vincitori sarà dato il 21 giugno al termine di una diretta televisiva. «Ho "spiato" i miei avversari - confessa il livornese - Il problema è che per un buon 70% sono anglofoni: ci sono australiani, spagnoli, cinesi, ma soprattutto inglesi e americani». Il timore di Massimiliano è che la lingua sia un po' penalizzante, sebbene mastichi un ottimo inglese. «Ad ogni modo il bilancio sarà positivo. Adesso mi sto divertendo nella realizzazione del video, poi si vedrà». Non resta che fare un grosso in bocca al lupo a Max, con la speranza che riesca a colmare il piccolo "gap" della lingua con un po' di sano e inimitabile spirito labronico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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