Il presidio
Sette Santi, il Comune si riprende il parcheggio
Svolta per il tratto conteso tra i palazzi di Fabbricotti: decisi sgombero e ripristino delle aree intorno al civico 19 (ma una è privata). Municipio a rischio maxi causa
LIVORNO. A luglio dello scorso anno in questo fazzoletto di Livorno residenziale sono arrivati anche polizia, vigili urbani e carabinieri. Il caso è andato avanti per mesi, tra carte bollate, accuse reciproche e paradossi che hanno il sapore del pasticcio burocratico: da una parte gli inquilini del palazzo al civico 19 convinti di avere sotto casa un parcheggio pubblico, dall’altra il proprietario della vicina palazzina storica, oggi in fase di ristrutturazione, che su quei posti ha rivendicato un diritto di proprietà, recintando l’area fin quasi dentro il portone del 19, a ridosso del passo carrabile. Immagine fantozziana, se non fosse per il caos che l’accompagna. Ora ecco la svolta: il Comune ha deciso di riprendersi il parcheggio di via dei Setti Santi, insieme al tratto pedonale che lo collega a via del Fantasia, mettendo in comunicazione le due facce del quartiere. Il privato in guerra con i condomini, il titolare della società Mellini, dovrà sgombrare e ripristinare piazzale e percorso pedonale.
Lo dice il rapporto degli uffici tecnici di Palazzo Civico datato 2 aprile, che completa la delibera numero 19 della giunta comunale. Uno a zero per il condominio, quindi? La prudenza in questi casi è d’obbligo, perché come scrivono gli stessi tecnici nel rapporto consegnato agli assessori, «è del tutto prevedibile che Mellini si opponga ai provvedimenti dell’amministrazione comunale e quindi occorre avere fin da ora chiaro che l’amministrazione andrà sicuramente in contro a un lungo contenzioso».
Facciamo un passo indietro. La storia affonda le radici negli anni Novanta, quando il Comune rilasciò una concessione a Vasile per la costruzione di alcuni palazzi tra via dei Sette Santi e via del Fantasia, in cambio della realizzazione, da parte della ditta costruttrice, di alcune opere di urbanizzazione. Tra queste il parcheggio pubblico di una quindicina di posti davanti al civico 19.
Dopo una serie di passaggi ingarbugliati e il fallimento degli eredi dei costruttori, anche il fabbricato del Settecento adiacente al 19 sarebbe dovuto passare nelle mani del Comune, che però nel ’99 fece una transazione con la curatela fallimentare: di fatto rinunciò alla palazzina (un immobile particolare, diventato un rudere, dove si dice avessero dormito anche Papi e cardinali) in cambio di una cifra regolarmente versata dopo la vendita. All’asta il bene fu venduto alla società Mellini, che ne è ancora proprietaria. Il punto è che al privato - come ha rivendicato a più riprese nei mesi scorsi - non fu venduta solo la palazzina, ma tutta la particella catastale numero 68, che a prima vista comprende anche il conteso parcheggio.
Un fulmine a cielo sereno per i condomini che la scorsa estate hanno visto recintare l’area sotto le loro finestre, ancora con auto e scooter parcheggiati. Si era scatenato un caso politico. A seguire da vicino la vicenda erano stati soprattutto il i consiglieri comunali Salvatore Capuozzo (Udc) e Adriano Tramonti (Pd). Tramonti, in particolare, aveva chiesto di portare gli atti in commissione urbanistica.
Come pensa di uscirne ora il Comune? In sostanza i tecnici ritengono che il parcheggio e il percorso pedonale di collegamento con via del Fantasia non potessero essere in alcun modo ceduti perché «opere pubbliche realizzate dal privato (Vasile) a scomputo degli oneri di urbanizzazione». Così, solo oggi, all’ufficio Demanio viene chiesto di «procedere immediatamente al frazionamento della strada pedonale e di accampionarla, insieme alla particella 2284». Ovvero l’attuale parcheggio. In contemporanea, si legge negli atti, l’Edilizia privata sospenderà la Dia richiesta nel 2010 da Mellini «perché le aree recintate intercludono l’accesso all’area demaniale», mentre dal patrimonio partirà l’ordinanza di «sgombero e rimessa in pristino».
Resta un paradosso: il tratto del cortile che si trova proprio davanti al passo carrabile del civico 19 (di fianco al parcheggio) è stato effettivamente venduto pochi anni fa a Mellini, così come tutto il confine dell’area che circonda il palazzo. Proprietà privata a macchia di leopardo... Così ora servirà una servitù di passo per fare entrare i condomini in casa loro.
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