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Pd, Lippi chiama il governatore
Lunedì Rossi parteciperà all’assemblea territoriale. «Partito spiazzato, subito una fase costituente»
LIVORNO. Livorno chiama Firenze. Lunedì sera il governatore della Toscana, Enrico Rossi, parteciperà all’assemblea territoriale dei democratici labronici convocata dalla Federazione nella sede della circoscrizione 1. Una visita di peso, la sua, dopo il fallimento elettorale del 24 e 25 febbraio (con quel «siamo arrivati primi, ma non abbiamo vinto» che passerà alla storia) e il disastro combinato prima della rielezione al Quirinale di Giorgio Napolitano. Disastro che ha portato alle dimissioni di Pier Luigi Bersani.
Il partito, lo dice lo stesso leader della federazione livornese, Samuele Lippi, è «spiazzato». «Ho invitato il governatore Rossi – chiarisce – perché da grande elettore ha partecipato all’elezione del presidente della Repubblica. So che ha lavorato alacremente per il nome di Napolitano. Ci fa piacere se viene a spiegarci meglio cosa è successo». «L’ho invitato in funzione del Pd – mette le mani avanti di fronte al cronista – nessun posizionamento precongressuale...».
Quello con Rossi sarà il primo di una serie di incontri messi in calendario dalla Federazione con i vertici del partito. Lippi fa sapere di avere contattato anche Renzi, Civati e Barca, che dovrebbero arrivare in città prima della fine della Festa Democratica.
La base del Pd, insomma, prova a reagire. Ma dopo le martellate prese nell’ultimo mese, definirla «spiazzata» è forse anche troppo riduttivo. Tra un circolo e l’altro ci si chiede se il Pd sopravviverà al governo che si sta formando, come cambierà, cosa accadrà sui territori.
Tra gli stessi segretari labronici ci sono punti di vista diversi. Rispetto all’incarico assegnato dal capo dello Stato a Enrico Letta, Lippi dice che «Sono stati commessi errori, il Pd è in un angolo», ma «il Paese ha bisogno di un governo, è la cosa più importante». «Letta – aggiunge – è stimato, corretto, persona per bene, gli facciamo gli auguri. Deve andare avanti, non ci sono alternative, portando le nostre istanze nel governo». «Certo – ammette – un problema di coerenza rispetto ad accordi col Pdl si pone. La base non li digerisce. Per questo è indispensabile il congresso, al più presto. Anzi, di più: serve una fase costituente per ritrovare l’anima del partito e tornare a sognare».
«Io stesso – prova a rilanciare – sono demoralizzato, ma c’è una base vivace e Livorno vuole partecipare alla costituzione del nuovo Pd».
Diversa la posizione del segretario cittadino, Yari De Filicaia. «Avrei preferito un governo di saggi – ripete – per centrare pochi obiettivi urgenti: cambiare la legge elettorale, trovare i soldi per la cassa integrazione, allentare il Patto di Stabilità. Poi subito al voto». Insomma, una sorta di governo tecnico e «non uno politico che vada al di là della gestione delle emergenze».
«Niente di personale nei confronti di Letta – riprende – ma era vicesegretario e tutto quel gruppo dirigente ha fallito…». «Sento parlare addirittura di Alfano ministro – chiude – la nostra gente non capirà. Lo dico dopo un nuovo ciclo di incontri che negli ultimi giorni ha portato la segreteria comunale in ogni circolo della città».
Anche De Filicaia torna a chiedere a gran voce il congresso. E in attesa del faccia a faccia in programma lunedì con Enrico Rossi, i vertici della segreteria livornese tornano a balbettare sull’ipoetsi Matteo Renzi alla guida del Pd. «Resto coerente con quanto ho sempre detto – taglia corto Lippi – Renzi è una risorsa, ma dovrà essere il congresso a stabilire il nuovo modello di partito e il segretario». Dubbioso De Filicaia: «Renzi si candiderà a guidare il nuovo Pd, è un leader, non c’è bisogno che lo dica io. Anche se su molti punti la pensiamo in maniera diversa. Certo non ci potranno essere passaggi automatici, vogliamo discuterne». E si riparte con le riflessioni.
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