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Amato a Livorno: “Io premier? Il mio nome viene fuori sempre”

Amato a Livorno: “Io premier? Il mio nome viene fuori sempre”

In città per partecipare a un incontro sui temi europei, ha glissato sulla sua candidatura e ha elogiato Napolitano

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LIVORNO - «Un tema su cui non so nulla e su cui non dico nulla». Così Giuliano Amato alla domanda dei giornalisti sul suo possibile incarico nel nuovo governo, al suo arrivo a Livorno per un incontro organizzato dalla associazione IdeaLi dal titolo ’Europa: opportunità od ostacolo per una nuova crescita? «Per ragioni svariate il mio nome viene fuori molte più volte di quanto venga fuori io - ha detto Giuliano Amato ad una domanda sul suo possibile incarico a Capo del nuovo governo - quindi non credo al mio nome quando viene fuori: credo più a me stesso» (VIDEO). Sulla crisi del Pd che sembra avviato verso una lacerazione invece «più che andarci il problema per il Pd è uscirne dalla lacerazione - ha proseguito Amato - posso solo augurarmi che ci riesca, a uscirci: lo dico per me e per il mio Paese, che ha bisogno di una forza in quell’area dello spettro politico che riesca ad amalgamare posizioni diverse che in quel punto ci sono sempre state. Rimango legato all’idea che il grande errore, il più recente, fu fatto quando dopo il crollo del muro di Berlino non si riuscì a riunificare i due “fratelli”separati dal 1921».

Le immagini dell'incontro

Il discorso di investitura di Napolitano è stato molto forte: ci sono condizioni per formare Governo di scopo un governo di larghe intese? «Non lo so - ha risposto Giuliano Amato a una domanda del direttore del Tirreno Roberto Bernabò nel corso dell’incontro organizzato dall’associazione IdeaLi - La rielezione di un eccellente presidente della Repubblica arriva dopo una bandiera bianca. Un’extrema ratio, tanto estrema che non era mai accaduto e che dobbiamo al suo spirito di sacrificio Conoscendolo - ha aggiunto Amato - si è trattato di sacrificio pesante: se lui non avesse accettato le forze politiche non sarebbero state in grado di eleggere un capo dello Stato. Punto grave che segnala pulsioni diverse nei nostri partiti che non sono più in grado di trasformare in indirizzi e scelte condivise».

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