Il presidio
Nel furgone con sette moto rubate
I furti negli ultimi due giorni, i mezzi erano smontati e pronti per lasciare il Paese
LIVORNO. Sulla fiancata del furgone Fiat Ducato la scritta “Lavanderia Picchianti”, ma all’interno invece di abiti sporchi e da lavare, sette bolidi già smontati e pronti per essere spediti all’estero dove sarebbero stati ripuliti per sempre.
La scoperta di un presunto traffico di moto rubate è avvenuto ieri mattina in un parcheggio in via Gualajara, nella zona della Scopaia.
«Stavamo facendo un semplice controllo - spiega uno degli agenti delle volanti che ha compiuto il servizio - quando, dietro ad alcuni camper parcheggiati nello stesso piazzale abbiamo notato questo furgone. Ci ha attirato per la scritta lavanderia e perché era nascosto, allora abbiamo fatto un controllo scoprendo che era stato rubato a Grosseto un paio di giorni prima».
Aprendo il portellone posteriore gli agenti si sono trovati di fronte un muro di merce imballata. «C’erano vestiti, giochi per bambini, valigie con dentro rotoli di carta-igienica».
È spostando questa parete che gli investigatori hanno scoperto quello che c’era nella parte posteriore del furgone: sette moto fatte a pezzi per un valore complessivo di quasi 100mila euro.
«Si tratta di tre Bmw, tre Yamaha, una Ktm e un Tmax tutte ancora con la targa». È bastato fare un controllo per verificare che si trattava di mezzi rubati negli ultimi due giorni tra Livorno e Grosseto.
«Per fare un lavoro simile in poche ore - spiega Olga Arganese - serve un’organizzazione complessa che molto probabilmente voleva far arrivare le moto in un paese dell’Est Europa dove sarebbero state assemblate nuovamente per essere rivendute». Ecco perché «sono in corso ulteriori accertamenti per restituire tutti i mezzi rinvenuti ai rispettivi proprietari, che ne hanno denunciato il furto proprio in questi giorni».
Per risalire agli autori dei furti, invece, nel garage della Questura sono arrivati gli esperti della scientifica per cercare sulle carene dei bolidi impronte buone da inserire nel cervellone del ministero dell’interno per verificare se combaciano con quelle già archiviate».
In attesa di scoprire la testa dell’organizzazione, i sette bolidi stanno tornando un pezzo alla volta nelle mani dei proprietari. (f.l.)
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