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Da PalaLivorno a Modigliani Forum
I lettori hanno scelto: trionfo per l’artista su Gramsci, per vent’anni l’impianto avrà il suo nome. Oggi l’ufficializzazione
LIVORNO. Forse non sarà l’atto di riappacificazione definitiva tra Livorno e Amedeo Modigliani. Ma di certo la città è riuscita stavolta a riappropriarsi di uno dei suoi figli più grandi.
Per i prossimi vent’anni il palasport di Livorno si chiamerà Modigliani Forum. Manca solo l’ufficialità, poiché i soci del PalaLivorno comunicheranno questa mattina i voti arrivati via mail al loro sito. Ma i risultati registrati sul Tirreno.it e con i tagliandi del giornale non lasciano spazio a dubbi: 2736 voti su internet e 334 tagliandi per Modì, 1833 più 59 per Gramsci. Il totale dice 3070 contro 1892. Quasi 1200 preferenze in più che difficilmente saranno ribaltate dai voti via mail.
E’ una vittoria di Livorno, inutile negarlo. Lo è perché i livornesi avevano manifestato in maniera chiara il loro sentiment già nella prima fase del sondaggio. Lo è perché Modigliani è livornese, mentre Gramsci non lo è. Lo è perché Modigliani può davvero rappresentare l’ambasciatore di questa città nel mondo, e farlo guardando avanti. Mentre il pensatore comunista, con tutta la modernità che con passione e cognizione Massimo Gramigni, socio di maggioranza del PalaLivorno, aveva cercato di sottolineare, avrebbe rischiato di rappresentare uno sguardo rivolto al passato per questa città finita sui libri di storia per essere stata teatro della nascita del Partito Comunista d’Italia ma oggi desiderosa di poter vantare anche altre ricchezze.
Sembrava una sfida quasi scontata, considerando com’era andato il primo turno in cui Modigliani aveva trionfato toccando quasi il 50 per cento delle preferenze. E invece è stata una sfida appassionante. Che ha visto oltre 4500 votanti sul sito del nostro giornale. In questo senso è stata una vittoria anche degli organizzatori, in primis proprio di Massimo Gramigni, che con i suoi soci Sandro Giacomelli, Riccardo Rossato e Claudio Bertini, ha deciso di affidare ai cittadini il battesimo del palasport di Porta a Terra. E la resistenza telematica messa in piedi dai ragazzi dell’Ex Caserma Occupata è stata un altro elemento di questo successo.
Anche dal punto di vista del marketing è stata un’operazione vincente. Ieri la notizia è stata cliccatissima sul sito di Repubblica mentre Radio Dj e Radio Due raccontavano la sfida in corso nella città delle false teste e della scissione del teatro San Marco tra due attori così diversi ma così importanti della nostra storia.
Da oggi dunque, quando saranno comunicati anche i voti arrivati via mail al sito del PalaLivorno, il gigante pensato per il basket che i nuovi gestori hanno deciso di trasformare in un’agorà aperta a tutti i livornesi, non si chiamerà più palasport ma diventerà forum, Modigliani Forum. Per dirla con Riccardo Rossato, l’anima livornese della nuova gestione, la scelta sembra davvero tingere dei mille colori usati da Modì nelle sue opere d’arte quella struttura finora così grigia e che avrebbe rischiato, con la vincita di Gramsci, di restare per altri vent’anni monocolore.
Le letture di questa scelta oggi possono essere mille. Ci piace però riproporre quella che Guido Guastalla nei giorni scorsi aveva voluto dare a proposito del messaggio rappresentato dall’eventuale vittoria di Modigliani.
«Certamente - scriveva Guastalla al Tirreno - al fondo dell'arte e della vita di Modigliani c'è una generosità straordinaria anche se Jeanne Modigliani ancora nel 1982, due anni prima della morte, scriveva: “Modigliani ha dimostrato con la sua creatività che l'uomo non ha una sola dimensione, ma va al di là del tempo, ed è al di sopra delle "querelle" di partito. Sono stanca di leggere delle note critiche che accomunano il suo modo di dipingere, il suo modo di vedere, ad una certa visione politica, ed ancor peggio partitica. Certamente Modigliani non aveva la mentalità o le attitudini di un capitalista... ma non era neppure un estremista. Per chiarire: suo fratello era un socialista, dalla loro corrispondenza e dalle testimonianze emergono le simpatie di Amedeo per lo stesso ideale, ma il suo impegno politico non sarà mai quello di un militante”».
«In realtà - scrive ancora Guastalla - Amedeo Modigliani, ha veramente inteso la sua vita, breve ma intensa, come offerta sacrificale all'intera umanità, ha trasformato l'esperienza dolorosa della sua esistenza in gioia per tutti, trasmettendoci un messaggio assoluto dove atteggiamento morale e arte si saldano nella dimensione di una astrale purezza».
Ma c’è anche un aspetto concreto per Livorno: «Scendo su un piano più pratico, di messaggi, sinergie, capacità di fare sistema sul piano del turismo, dello spettacolo e dell'immagine di una città come Livorno, al centro della Toscana e del Mediterraneo - scrive Guastalla -. Modigliani artista di fama internazionale, il più amato del '900 per la drammaticità romantica della sua vita e della sua morte è un traino eccezionale per la sua città natale e può diventare una straordinaria icona intorno a cui organizzare il suo futuro artistico, musicale e turistico: non dimentichiamo che musicisti come Ciampi, Bobo ed altri sono allineati su un filone bohemiènne analogo a quello di Modigliani. In questa prospettiva anche la valorizzazione, della Casa Natale, la ripresa di un progetto di collezione almeno di disegni (pensiamo al potenziale turistico delle crociere e dei traghetti) possono essere parte di un unico, grande progetto. Il PalaLivorno, l'Unicoop, Massimo Gramigni, potrebbero farne parte e sponsorizzare questo rilancio di Livorno».
@giucorsi
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