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Il no da Pancaldi, Roma e Tirreno Fiume controcorrente: finalmente
LIVORNO. «Ma vi rendete conto che dal 22 maggio al 20 settembre ogni giorno ospitiamo 1800, 2000 persone, i Pancaldi addirittura 4000? Senza un giorno di ferie, di riposo, senza respirare mai? Il...
LIVORNO. «Ma vi rendete conto che dal 22 maggio al 20 settembre ogni giorno ospitiamo 1800, 2000 persone, i Pancaldi addirittura 4000? Senza un giorno di ferie, di riposo, senza respirare mai? Il tutto per 160, 170 euro, praticamente un euro al giorno a persona. Non ce la facciamo più e questi ci chiedono di restare aperti altri 15 giorni». Gianfranco Giachetti, titolare dei bagni Tirreno e presidente dei balneari livornesi, stronca di netto la proposta di Nebbiai. Ma se si pensa che il fronte degli stabilimenti viaggi compatto ci si sbaglia. Sulla linea di Giachetti si schierano anche Bonaventura, storico proprietario dei Pancaldi, e Picchi, titolare dei Roma. Ma c’è anche chi come Lido e Onde del Tirreno (gli ex Pejani) sono possibilisti e chi come Tito Neri dei Fiume è assolutamente a favore: «Sarebbe un passo avanti verso la clientela, un servizio che i nostri frequentatori meritano. E dal mio punto di vista senza aumentare di un euro il tariffario», dice.
Come finirà? Il fronte potrebbe restare spaccato e alla fine ognuno potrebbe decidere in autonomia, come accade due anni fa per l’apertura invernale. Dunque potremmo vedere i Fiume aperti a ottobre e i Pancaldi chiusi. Oppure potrebbe accadere che a quel tavolo si trovi un compromesso, quello proposto da Walter Ganni e Riccardo Ganni, rispettivamente titolari di Onde del Tirreno e Lido, e che alla fine i bagni allunghino di una sola settimana la stagione in abbonamento, chiudendo il 29 settembre anziché il 22.
Di certo non sarà facile spostare dalla propria posizione Giorgio Bonaventura. «Se Nebbiai viene ai Pancaldi gli faccio vedere i danni che abbiamo avuto e che stiamo cercando di sistemare prima che inizi la stagione - dice -. Siamo messi molto male e in questa situazione ora dovrei stare a pensare all’apertura di ottobre, novembre o dicembre? Guardi, per me se vogliono che apriamo tutto l’anno non c’è problema. Dipende dalle condizioni in cui vogliono trovare i bagni per il periodo estivo. Comunque io non ne so nulla. Mi sorprende che qualcuno prenda queste iniziative senza consultarci».
E’ quello che Giachetti rimprovera a Nebbiai. «Me l’ha detto una mattina incontrandomi in Comune e ora lancia il sasso così? - sostiene il proprietario dei Tirreno -. Ho sentito Picchi dei bagni Roma: “Non se ne parla nemmeno”, ha tuonato. E anch’io sono d’accordo. Tra l’altro c’è una legge regionale che impone la chiusura il 15 settembre. Servirebbe una deroga, Nebbiai farà un’ordinanza? Non è un no aprioristico, ma se tutti insieme facciamo un ragionamento legato al turismo, con iniziative a settembre e ottobre, possiamo parlare anche di un prolungamento, magari dandoci la possibilità di usare tensostrutture per i bar e ristoranti. Ma allungare la stagione per far venire sei persone è proprio sbagliato».
Ma c’è anche chi la vede in maniera opposta: «Sono anni che sostengo che bisogna adeguare il servizio con il clima e le esigenze dei livornesi - dice Tito Neri, titolare dei bagni Fiume -. La primavera è subito calda e il 22 settembre la temperatura in genere è ancora alta. E noi invece chiudiamo. Io credo che anziché aprire d’inverno, dovremmo allungare la stagione, anticipando l’apertura per quanto i lavori di manutenzione lo consentono e posticipando la chiusura ad ottobre a tariffe invariate. Il mio sì c’è». (giu.cor.)
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