Il Tirreno

Livorno

Da Facebook alla cantina: «Padre Lorenzo è nostro»

di Juna Goti
Da Facebook alla cantina: «Padre Lorenzo è nostro»

Riunione dei veneziani doc e di “importazione” tra i gozzi della sezione nautica. «Non trasferiscano il parroco, è uno di noi: scriveremo ai Trinitari e al Papa»

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Nell’era dei social network, nel rione dei portuali si sono inventati anche un gruppo Facebook: «Lasciate padre Lorenzo ai veneziani». Una richiesta che è diventata una cantilena, da Internet alla cantina rossobianca dei vogatori, dove venerdì pomeriggio si sono riuniti gli storici della Venezia (e non solo). «Vogliamo dimostrare il nostro affetto a padre Lorenzo – fa da megafono il presidente della sezione nautica, Gigi Suardi – ormai è uno di noi: ha fatto voto di obbedienza, non vogliamo intralciarlo e non vogliamo entrare in polemica con nessuno, ma il pastore deve restare col suo gregge. E il gregge di Lorenzo è in Venezia, no a Trastevere».

Come raccontato nei giorni scorsi dal Tirreno, entro giugno padre Lorenzo Moretti, parroco di San Ferdinando, dovrà lasciare Livorno per raggiungere la basilica romana di San Crisogono. L’ordine arriva dai Padri Trinitari: in piazza del Luogo Pio dovrebbe sbarcare un padre polacco. Lorenzo (74 anni) è originario della Ciociaria: per metà della sua vita ha respirato l’aria dei Quattro Mori, prima come insegnate di religione poi, per trent’anni filati, come parroco dei veneziani. Che strada facendo hanno finito per aprirgli tanto le porte da considerarlo l’«erede naturale di padre Saglietto».

Lo racconta anche la presidente di circoscrizione, Monica Ria, che con padre Lorenzo fa delle litigate epiche sul calcio («sa, è tifoso della Lazio...»). Anche lei ha partecipato all’incontro: «Dispiace che vada via, non è giusto, fa parte della nostra famiglia. Non c’è evento a cui non gli venga chiesto di partecipare, assiste gli anziani a casa, ha saputo avvicinare il quartiere alla parrocchia. Abbiamo paura di perdere questo rapporto». Un rapporto, ripete Otello Chelli, che «travalica l’aspetto religioso e coinvolge anche chi non crede». «Qui ci siamo sposati tutti in comune – sorride Rosanna Bertelli, vicepresidente del centro sociale Forte San Pietro – ma Lorenzo non si tocca».

«Scriveremo ai Trinitari e se servirà anche al Papa – riprende Chelli con Gino Corradi, anima della Barontini – tanto si dice che verrà a Livorno, ci facciamo subito conoscere...».

In Venezia sono arrivati anche parrocchiani di altri quartieri e teatranti della compagnia “I narranti città di Pistoia”. «È una persona umile e sempre presente», ripetono a turno. Il rione sta organizzando dei pullman per accompagnarlo a Roma nel caso in cui fosse impossibile tenerlo qui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web