Il Tirreno

Livorno

Case fantasma, scattano quattro arresti

di Lara Loreti
Case fantasma, scattano quattro arresti

Sono accusati di truffa e bancarotta fraudolenta. Perquisizioni a casa del direttore del cantiere e di un ex direttore di banca

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Svolta nell'inchiesta sulla truffa delle case in località Ghiaccione a Collesalvetti. Quattro gli arresti eseguiti giovedì mattina  dai carabinieri: in manette sono finiti Attilio Petrillo, 48 anni, Nicola Pagliuca, 54, Simona Cerrai, 45, Letizia Luci, 54. Gli uomini sono in carcere mentre le donne ai domiciliari. Le accuse nei confronti di Petrillo, Pagliuca e Luci sono truffa, bancarotta (la ditta Carolina è fallita ) e falso. Tra i reati contestati c'e anche quello di reimpiego del denaro di provenienza illecita in altre attività (resto fattispecie dei riciclaggio). Questo resto è stato contestato solo alla Cerrai. Per questo sono stati sequestrati dei beni riconducibili alla stessa imprenditrice Cerrai, che aveva aperto un'attività di ottica in via Marradi, già sequestrata dai carabinieri.

"È la prima volta che a Livorno viene applicato il sequestro conservativo - spiega il capitano Luigi Perri comandante del nucleo investigativo - che viene individuato quando c'è sproporzione tra i beni dichiarati e quelli reali, ma deve esserci a monte un reato". Già sequestrate una villa a Civago, in provincia di Reggio Emilia, un'abitazione in città in via dei Pelaghi, polizze vita ed è in corso valutazione di conti correnti. La ditta Carolina era intestata a Luci, Pagliuca era rappresentante, ma viene contestato anche a Petrillo di essere imprenditore di fatto.

L'indagine è nata un anno fa quando 15 famiglie che avevano comprato case a Ghiaccione tramite Petrillo vendute sulla carta si sono ritrovati senza nulla: il cantiere non è mai stato portato a termine. Ci sono famiglie che hanno investito tutti i loro averi nell'acquisto delle nuove abitazioni, vendendo anche le vecchie case.

Ma la costruzione delle case non è mai stata ultimata, nonostante i soldi per l'acquisto fossero stati anticipati (200mila euro a testa). I carabinieri hanno eseguito anche nuove perquisizioni, due a Livorno e una a Bologna, nei confronti di tre persone di cui due indagati livornesi più un altro (bolognese) non ancora inquisito. I due sono accusati di truffa: uno era il direttore tecnico del cantiere e l'altro è l'ex direttore di banca, la San Miniato filiale di Livorno, in via Avvalorati.

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