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Tecnici da tutta Italia per studiare il progetto del Voltone
Georadar e strumenti speciali in piazza Repubblica Occhi puntati sulla struttura in pietra e laterizio
LIVORNO. Nei giorni scorsi chiunque sia passato da piazza della Repubblica avrà notato una serie di strani marchingegni guidati da tecnici specializzati. Erano i georadar portati in città per prendere le misure a quello che i livornesi chiamano da sempre il Voltone.
Una ricerca che nasce dalla storia e dalla conformazione di Piazza della Repubblica, che per la sua particolare forma e vastità, costituisce da quasi centosettanta anni uno degli spazi urbani più caratteristici di Livorno.
La piazza in realtà è un gigantesco ponte che, con i suoi duecentoventi metri di ampiezza, viene ritenuto il più largo d'Europa. Una costruzione del genere non poteva perciò passare inosservata nel mettere a punto nuove tecniche di studio e verifica strutturale dei manufatti in pietra e laterizio che costituiscono oltre l'80% del patrimonio architettonico nazionale.
E così il Voltone è stato accuratamente indagato con l'impiego di sofisticate apparecchiature allo scopo di validare il modello matematico Nosa-Itaca (www.nosaitaca.it) volto a definire il comportamento strutturale statico e dinamico di manufatti realizzati con tecniche costruttive similari (e perciò non in metallo o cemento armato) costituendo un progetto-pilota finalizzato alla salvaguardia dei Beni Culturali.
I risultati preliminari di tale ricerca, finanziata dalla Regione Toscana, sono stati presentati nei giorni scorsi a Villa Letizia: il Voltone - è stato svelato dagli studiosi - è formato da due lunghi muri laterali di altezza variabile sui quali è impostata una volta molto ribassata.
Molte informazioni sono state ricavate anche dalla relazione storica preparata da Clara Errico e Michele Montanelli che all'Archivio di Stato di Firenze hanno rinvenuto il fascicolo del progetto redatto a suo tempo da Luigi Bettarini, autore del Voltone, compreso il disegno originale in pianta dove sono visibili i numerosi contrafforti che, posti a 5 metri l'uno dall'altro, scandiscono la parte esterna del muro per sostenere la spinta della volta: una configurazione che è stata poi confermata con i rilievi mediante georadar e laserscanner lungo la piazza e sotto la volta, oltre all'esecuzione di carotaggi verticali ed orizzontali da cui sono stati ricavati la stratigrafia, lo stato di conservazione e lo spessore dei vari elementi costruttivi.
All’incontro hanno partecipato l'assessore Giovanna Colombini, l'ingegner Marco Masi (Regione Toscana), Cristina Padovani (Cnr Pisa), professor Massimiliano Lucchesi (Università di Firenze), Riccardo Omodarme (Georadar), Daniele Pellegrini (Università di Firenze) e Gianfranco Chetoni (Comune di Livorno).
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