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Livorno

sprechi: la denuncia dell’ugl

«Le nostre volanti sono macchine insicure»

«Le nostre volanti sono macchine insicure»

LIVORNO. «Auto della polizia insicure: perché il Governo non investe nella sicurezza interna del Paese, a discapito degli operatori del settore e dei cittadini che necessitano assistenza, mentre non...

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LIVORNO. «Auto della polizia insicure: perché il Governo non investe nella sicurezza interna del Paese, a discapito degli operatori del settore e dei cittadini che necessitano assistenza, mentre non lesina finanziamenti per le auto blu di rappresentanza o in dispendiose missioni militari all’estero? Ancora una volta constatiamo che il Governo effettua i tagli nei posti sbagliati». È la denuncia del sindacato di polizia Ugl, che affronta il tema della poca sicurezza dei mezzi a disposizione del personale delle volanti, ricordando l’incidente successo in città, sul viale Carducci il 27 marzo, in cui sono rimasti feriti due agenti. «I componenti della pattuglia coinvolta - ricorda l’Ugl - sono operatori esperti di volante con oltre vent’anni di esperienza alle spalle e non sono certo uomini che vanno in strada cercando il pericolo, rischiando la propria vita o quella di altri. Anche loro, come molti, hanno una famiglia che li aspetta a casa».

L’Ugl spiega cosa non va nelle auto: «Delle Fiat Bravo che sono state consegnate un po’ in tutta Italia, due sono finite alla questura di Livorno. Bene, sono inaffidabili e pericolose per gli operatori di volante. Le auto in questione sono semiblindate mentre l’assetto, gomme e cerchioni compresi, è rimasto lo stesso: ne consegue che l’autovettura di base ad uso civile è stata notevolmente appesantita a discapito dell’aderenza e della stabilità e già diverse sono le segnalazioni in questo senso da parte dei colleghi. Stiamo parlando di auto che per servizio, devono spesso correre sugli interventi e che viaggiano 24 ore su 24». Si tratta di vetture anche strette: «Essendo state elaborate per il trasporto di persone fermate o arrestate - scrive l’Ugl - l’abitacolo è stato talmente ridotto che gli operatori, oltre a non avere un’adeguata libertà di movimento, urtano le ginocchia sull’apparato radio di servizio. Addirittura la barra lampeggiante posta sul tetto interferisce con la radio della volante, tanto che in certi casi, quando il lampeggiante è acceso, se si parla alla radio o si spegne uno o si spegne l’altra, se non entrambi».

«Spesso i nostri politici si riempiono la bocca con la parola “sicurezza” - conclude la nota dell’Ugl - ma la sicurezza al cittadino si dà formando la professionalità degli operatori, investendo e fornendo mezzi e strutture adeguate».

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