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Peschereccio nella riserva marina: denunciato il comandante
La Capitaneria di porto ai bagni Lido: trovati 300 esemplari di ricci, sei volte in più del massimo giornaliero consentito
LIVORNO - Continua l'attività di prevenzione e repressione degli illeciti a danno delle risorse marine da parte della Capitaneria di porto. Nelle ultime ore sono stati due gli episodi che hanno visto l'intervento repressivo dei mezzi e degli uomini della Guardia costiera.
Il primo ha riguardato un peschereccio a strascico della marineria Viareggina che è stato sorpreso mentre era in navigazione nella riserva integrale, Zona A, dell'area marina protetta Secche della Meloria. La violazione è stata riscontrata grazie al nuovo sistema di monitoraggio: l'operatore ha potuto rilevare la presenza di un'unità in zona vietata. Interrogato il sistema automatico di identificazione (Ais) la traccia è stata ricondotta al motopeschereccio a strascico A.P., di stanza a Viareggio. Passata la segnalazione all'equipaggio della Motovedetta della Capitaneria, immediatamente è scattato il controllo. Nonostante la prontezza operativa del mezzo e del suo equipaggio, appositamente integrato da un "ispettore pesca", all'arrivo della vedetta in zona l'unità era già fuori della riserva marina e non intenta in operazioni di pesca. Dal controllo a bordo non è stata riscontrata presenza di attrezzature illecite, né di prodotti ittici vietati. Il comandante del motopesca è stato comunque denunciato per la violazione alle norme sulle riserve marine, avendo navigato nell'area di riserva integrale delle secche. Rischia una pesante sanzione penale.
Il secondo intervento è scaturito da un controllo effettuato all'interno della struttura ricettiva denominata bagni "LIDO" di Livorno. E' stato sorpreso un pescatore sportivo livornese che deteneva oltre 300 esemplari di ricci di mare appena pescati. Un quantitativo ben oltre quello consentito dalle norme per i dilettanti, che possono raccogliere non più di 50 esemplari al giorno. Per tale violazione al trasgressore è stata comminata una sanzione di 1000 euro ed il sequestro del pescato, nonché alcuni coltelli utilizzati per la raccolta. I ricci, ancora vivi sono stati restituiti al loro ambiente naturale.
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