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«Assurdo penalizzare i clienti migliori»
Pendolari del Frecciabianca in coro: «Non esistono soluzioni alternative: dovremo partire prima per arrivare dopo»
LIVORNO. «Spazzano via un’intera tratta con un colpo di spugna, creando un disservizio proprio a coloro che dovrebbero essere i clienti più preziosi di Trenitalia». È questo il messaggio che lanciano in coro i pendolari livornesi, dopo la decisione choc dei più che probabili tagli ferroviari.
Nell’occhio del ciclone sono finiti sei Frecciabianca finora in transito su Livorno (lungo la tratta Tirrenica: tre in direzione Genova-Roma e tre in quella opposta, Roma-Genova), a rischio di deviazione verso Firenze.
Dopo l’ondata di polemiche suscitata dalla notizia, Trenitalia ha confermato che saranno almeno due i treni dirottati nell’entroterra, mentre sarà “il mercato” a decidere sul destino degli altri quattro a rischio.
Tra questi, uno dei più frequentati dai pendolari livornesi è il Frecciabianca numero 9761: il treno parte da Genova alle 5.51, ferma a Livorno alle 7.44 e, passando da Grosseto, arriva a Roma alle 10.02. Il pendolino permette ai viaggiatori di raggiungere la capitale in poco più di due ore. Gli stessi viaggiatori che dalla prossima estate dovranno ripiegare su altri tragitti, vista la volontà di cancellare la tratta veloce sulla dorsale tirrenica.
Ieri mattina, sotto la pensilina della Stazione centrale, abbiamo incontrato i pendolari che da Livorno erano pronti a salire sulle carrozze del Frecciabianca 9761, direzione Roma: com’era facile prevedere, i giudizi sulla soppressione della tratta sono stati estremamente negativi.
«Andremo incontro a un grosso inconveniente», spiega Cinzia Pagni, rappresentante sindacale che per lavoro viaggia sul Frecciabianca almeno tre volte a settimana. «Ho letto la notizia - prosegue - e non posso che esserne rimasta delusa. Da giugno rischio di vedere quasi raddoppiati non solo i costi per il tragitto, ma anche le ore necessarie per raggiungere la destinazione».
Non solo: «Saremo costretti a usare treni che impiegano tratte più lunghe, dovremo cambiare convogli con il rischio di perdere la coincidenza. In poche parole dovremo partire prima, per arrivare dopo, spendendo di più». Soluzioni alternative? Nessuna, a meno che non si decida di usare l’auto. «Ma con i tempi che corrono - sottolinea Cinzia - non è una scelta conveniente». «Seccare una tratta così importante - conclude - è una scelta sbagliata che penalizzerà centinaia di pendolari di Livorno e di tutta la costa».
Dello stesso avviso anche Giorgio, dipendente del settore pubblico: «Prendo questo treno tutti i lunedì per impegni di lavoro - racconta - il pendolino è quasi sempre puntuale. Le condizioni igieniche sono più che accettabili, cosa di non poco conto se consideriamo la situazione della maggior parte dei treni. Il giudizio, quindi, è positivo. Per questo non posso che criticare fortemente la scelta della probabile soppressione».
«Chi ha la fortuna di avere orari piuttosto flessibili - continua - potrà prendere il Frecciabianca successivo. Ma chi ha necessità di arrivare a Roma entro l’ora di pranzo dovrà per forza trovare altre combinazioni, più scomode e con meno comfort». «L’unica speranza - termina il pendolare - è che Montezemolo colga l’occasione per istituire una tratta simile su Livorno con Italo».
In mezzo a tanto stupore per la notizia dei tagli ferroviari, c’è anche chi invece aveva il sentore di una probabile decisione in questo senso. «La tratta del Frecciabianca è sempre stata vittima di modifiche - rivela Stefano Iegre, rappresentante di una nota azienda di cosmetici - Ci sono stati cambi di orari e di fermate. Segno evidente che Trenitalia stesse cercando una soluzione che potesse soddisfarla in termini economici».
Soluzione che, a quanto pare, non è stata trovata: «Il disagio sarà enorme - sottolinea Stefano - Nell’entroterra ci sono già tanti collegamenti, mentre noi resteremo scoperti. Il paradosso è che il disservizio andrà a penalizzare quei clienti che, usando i treni veloci, spendono di più, e che per questo dovrebbero essere i più tutelati».
«I tagli ferroviari metteranno in crisi molte persone - gli fa eco Giorgio Iavagnilio, dipendente nel settore militare -Ritengo inoltre una mancanza di rispetto l’assenza di comunicazione da parte di Trenitalia. Mi chiedo quando avrebbe avuto intenzione di informare i propri clienti».
Le lamentele sotto la pensilina della Stazione potrebbero continuare per ore. Ma l’altoparlante avvisa che “il treno 9761 diretto a Roma Termini è in arrivo al binario 4”. Non resta che augurare ai pendolari livornesi un buon viaggio sul Frecciabianca. Almeno fino a giugno. Poi, chissà.
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