Il Tirreno

Livorno

NASCE IL COMITATO

E adesso i pendolari sono sul piede di guerra

LIVORNO. Sulla costa si stanno saldando le proteste dei pendolari. Con un primo obiettivo: spingere le istituzioni della fascia litoranea della Toscana, così penalizzata da Trenitalia, a mobilitarsi...

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LIVORNO. Sulla costa si stanno saldando le proteste dei pendolari. Con un primo obiettivo: spingere le istituzioni della fascia litoranea della Toscana, così penalizzata da Trenitalia, a mobilitarsi e scendere in campo con decisione tutte insieme.

Tramite i social network il fronte dei pendolari dalla nostra provincia e di quella maremmana si sta coalizzando: nei riguardi della Regione, per un verso; verso governo e Trenitalia, per un altro (c’è da spingere perfché siano trovati «i fondi necessari per non far morire la Tirrenica nord in un territorio già carente di infrastrutture»).

Ne è nato un comitato che sarà presto ricevuto in Regione dall'assessore Vincenzo Ceccarelli. Sono stati presi contatti anche con il deputato grossetano Luca Sani (Pd).

Ma il Comitato pendolari non si ferma qui, e si rivolge direttamente a Trenitalia per chiedere il "conto". All'azienda viene chiesto di fornire «i dati economici di tutti e sei i treni Frecciabianca che stanno per essere tagliati (il 9761, 9762, 9773, 9774, 9784 e 9785), ovvero dei treni eseguiti con materiale Etr 460/463 lungo la linea Tirrenica».

Di più: Trenitalia viene invitata a spiegare «quali sono i criteri adottati nella scelta dei treni oggetto di deviazione, e per i quali avrebbe fornito dati economici "abbinando" convogli non dello stesso materiale rotabile. Tenendo presente che allo stato attuale il treno 9773 (Genova-Roma delle 12,07) è effettuato dallo stesso materiale del treno 9762, si chiede di analizzare il conto economico di questa coppia di treni e non della coppia 9762-9785 oggetto della "sperimentazione" via Firenze».

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