Il Tirreno

Livorno

Murato il terzo piano di Monterotondo

di Giulio Corsi

Scale bloccate e impiegati-guardiani dopo l’articolo del Tirreno. Mancusi (Pd): per fermarmi mi hanno quasi picchiato

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LIVORNO. Narrano i corridoi dell’ospedale che il direttore Monica Calamai si sia molto arrabbiata per la questione Monterotondo. E per capire quanto quei sussurri fossero veritieri, bastava provare ad avvicinarsi tra ieri e l’altro ieri al terzo piano di villa Rodocanacchi, dove il direttore generale, meno di quattro anni fa aveva collocato il suo quartier generale. Strada sbarrata. Non solo da una doppia catenella issata al pianerottolo del secondo piano, ma anche dagli impiegati che ancora lavorano nel palazzo. Trasformati da un giorno all’altro in veri e propri guardiani dell’edificio. Se n’è accorto mercoledì Giovanni Mancusi, consigliere comunale Pd ed ex impiegato dell’Asl. Voleva verificare dal vivo la situazione denunciata dal nostro servizio. «E invece mi sono trovato un ex collega che mi ha sbarrato la strada e mi ha quasi messo le mani addosso per impedirmi di salire», racconta. E se n’è accorto ieri anche il nostro fotografo a cui un gruppo di impiegati ha impedito l’accesso al terzo piano. Ha fatto finta di uscire, è risalito usando l’ascensore ed è riuscito a raggiungere la cima dell’edificio. E lì ha trovato la sorpresa: le due ali della struttura completamente murate. Ma non ha potuto ammirarla granché. Qualcuno dal piano di sotto si è accorto della sua presenza ed è salito per cacciarlo. E pensare che fino al giorno prima ognuno poteva salire indisturbato e leggersi i vari documenti accatastati nelle stanze...

Come ben racconta la foto qua sopra, l’azienda ha tolto il bancone semicircolare dell’accoglienza, acquistato nel 2009 e abbandonato nel 2012, ma non si sa che cosa abbia fatto dei nuovissimi infissi in vetro e alluminio, del resto del mobilio e delle apparecchiature che erano state “dimenticate” nel trasloco. Non si sa perché, per adesso, dalla direzione si è scelta la via del silenzio. Anche sugli altri chiarimenti che avevamo chiesto alla Calamai: dai costi del maxi-trasloco di tutta la struttura a quelli dei lavori effettuati l’anno scorso e in corso tuttora per adibire l’ex reparto di ostetricia nella nuova zona amministrativa in attesa poi del trasferimento nel nuovo ospedale.

L’ultima tranche del trasloco inizierà subito dopo Pasqua, il 4 aprile: si trasferiranno gli impiegati di ragioneria e quelli dell’ufficio personale. Ma già, pare, c’è un intoppo: nei nuovi locali ricavati in viale Alfieri non si sarebbe previsto lo spazio per gli archivi cartacei che l’ufficio personale quotidianamente consulta. E così l’ufficio potrebbe essere spezzato in due: metà in viale Alfieri, metà a Monterotondo. Che a questo punto non chiuderebbe nei tempi previsti...

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