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Lite coi vigili, convalidato l'arresto del barista e obbligo di firma
Il titolare di "Pollicino" dovrà recarsi ogni giorno dai carabinieri. L'avvocato difensore ha chiesto i termini a difesa e il processo è rinviato al 19 aprile
LIVORNO - Si è svolta nel primo pomeriggio l'udienza del processo per direttissima nei confronti di Giovanni Villa, 56 anni, titolare del bar Pollicino di via Marradi. L'avvocato difensore Massimo Tuticci ha chiesto i termini a difesa, probabilmente perché vuole raccogliere testimonianze sulla lite che ha dato il via all'arresto. Il processo è dunque rinviato al 19 aprile mentre l'arresto è stato convalidato. Ora il barista ha l'obbligo di firma quindi ogni giorno dovrà recarsi dai carabinieri per firmare.
L'arresto di Villa è avvenuto giovedì nel primo pomeriggio in via Marradi fuori dal bar: l'accusa è violenza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Tutto è degenerato in seguito a una lite con due vigili urbani scoppiata per una buca in mezzo alla strada, che era stgata segnalata da anni. Villa dopo l'arresto è stato messo ai domiciliari in attesa del processo.
«Mi hanno trattato come Riina, sono io la vittima», ha detto il barman prima di essere trasferito al comando e poi ai domiciliari in attesa del processo. Il diverbio tra il barista e i due agenti era scattato dopo che Villa si era lamentato della condizione delle strade. «Si deve rivolgere all’ufficio manutenzione strade», è stata la prima risposta. «Per stare un’ora in attesa ad ascoltare la musichina?». I tre, allora, sarebbero quindi entrati nel locale perché i due vigili volevano che il commerciante mostrasse loro i documenti. E da qui la lite ha avuto un crescendo vorticoso. Sfociato con l'arresto.
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