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GIUSTIZIA E SOSPETTI »LE INCHIESTE
LIVORNO. Un mese fa la richiesta di accesso agli atti da parte della Procura. Ieri mattina l’invio da parte dei nuovi vertici di Aamps di tutta la documentazione che riguarda i due concorsi sospetti...
LIVORNO. Un mese fa la richiesta di accesso agli atti da parte della Procura. Ieri mattina l’invio da parte dei nuovi vertici di Aamps di tutta la documentazione che riguarda i due concorsi sospetti finiti nel mirino della magistratura dopo l’esposto dell’estate scorso che denunciava le «raccomandazioni» per la selezione di 37 autisti nell’azienda pubblica dei rifiuti del Comune di Livorno.
A confermarlo, in uno stringatissimo comunicato, è il nuovo amministratore unico di Aamps spa, nominato dal sindaco Alessandro Cosimi appena dieci giorni fa.
«I nuovi organi societari di Aamps - scrive Nicola Falleni - sono stati nominati pochi giorni addietro. Avuta notizia della richiesta della Procura di accesso agli atti inerenti due concorsi banditi negli anni 2007 e 2008, abbiamo subito dato disposizioni agli uffici competenti per l'invio immediato del materiale richiesto, concretizzatosi proprio ieri».
E aggiunge: «Da parte nostra possiamo solo esprimere piena fiducia sull'operato dei competenti organi giudiziari».
Per gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Gianfranco Petralia, ieri malato e atteso in Procura nei prossimi giorni, inizia adesso un lavoro certosino per verificare la sussistenza del presunto abuso d’ufficio denunciato con l’esposto spedito in via Falcone e Borsellino.
Gli inquirenti, infatti, dovranno confrontare le presunte irregolarità con gli atti che hanno ricevuto da Aamps. E nel caso convocare gli allora vertici per avere spiegazioni.
In particolare per quello che riguarda «le parentele e gli agganci» che chi ha firmato l’esposto avrebbea denunciato e che così tanto avrebbero contato, in particolare, nella selezione del 2008 nella quale dai quasi cinquecento candidati che avevano fatto domanda ne vennero selezionati venti che finirono in una graduatoria, tutt’ora aperta, dalla quale negli ultimi quattro anni sono stati assunti sedici autisti, uno ha rinunciato e tre sono ancora in attesa della chiamata.
«Ma il giorno delle prove - racconta chi ha scritto l’esposto - tutti sembravano essere a conoscenza dei nomi di chi sarebbe entrato nei magnifici venti, anche se i candidati erano centinaia. Tra questi c’erano persone che non avevano mai fatto quel lavoro, eppure sono passate. Solo dopo - ricorda - quando è uscita la graduatoria, sono venuto a sapere che la stragrande maggioranza dei promossi aveva qualche aggancio. Uno era il fidanzato di una che contava, l’altro era stato raccomandato e aveva vinto addirittura due concorsi, un altro aveva un parente in azienda e così via».
Chi ha vissuto quei giorni ha un ricordo del tutto diverso di quello che è accaduto. «Per i test scritti sono state seguite tutte le procedure di sicurezza: due buste sigillate, nessun riferimento al candidato. Per falsarlo sarebbe servito Mandrake...»
Nonostante questa presunta trasparenza, dopo la pubblicazione dei vincitori, uno degli esclusi chiese di poter avere accesso agli atti. Dall’indagine interna non vennero poi fuori irregolarità. Adesso l’inchiesta penale dovrà dire se e quali sono state e nel caso iscrivere i primi nomi nel registro degli indagati.
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