Il Tirreno

Livorno

Assalto alla Prefettura, in 24 a processo: ecco i nomi

di Federico Lazzotti
Assalto alla Prefettura, in 24 a processo: ecco i nomi

Ok al giudizio immediato, prima udienza il 4 di luglio. Sono accusati tra l’altro di lesioni e resistenza. Dubbi degli avvocati sulla competenza del giudice. In 12 restano solo indagati

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LIVORNO. Dei 36 indagati per i disordini avvenuti in città tra il 30 di novembre e il 2 di dicembre e culminati con l’assalto alla Prefettura a colpi di transenne, bombe carta tubi in acciaio, 24 saranno giudicati con giudizio immediato, mentre gli altri 12, almeno per ora, restano solo indagati.

È questa la decisione del giudice per le indagini preliminari Giovanni Zucconi che ha accolto la richiesta dei pubblici ministeri Luca Masini e Fiorenza Marrara che hanno coordinato l’inchiesta e che hanno sostenuto «l’evidenza delle prove, tanto da non essere necessario il passaggio dall’udienza preliminare».

La stragrande maggioranza degli imputati, è legata all’area antagonista e in particolare appartenente all’ex Caserma del Fante. «Si è trattato della risposto della città alle violenze dei giorni precedenti, prima durante il comizio del leader del Pd Pierluigi Bersani e poi dell’aggressione nei confronti dei manifestanti in piazza Cavour» è la loro versione. Adesso i 24 dovranno rispondere a vario titolo di lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, ma anche di danneggiamento aggravato e radunata sedenziosa.

Per spiegare il clima nel quale si arriverà al processo, c’è da aggiungere che all’indomani dell’annucio dell’identificazione dei presunti responsabili dei disordini, fece scalpore la lettura dei fatti da parte del giudice per le indagini preliminari.

Dietro all'assalto «premeditato» alla Prefettura - è la sintesi dell’ordinanza - c'era sì «la precisa volontà di compiere un'azione che non escludeva minimamente la possibilità di far uso di mezzi violenti», ma dai filmati che riguardano la manifestazione, del giorno precedente in piazza Cavour, emergono «dubbi sulle modalità di gestione dell'ordine pubblico». E in particolare «emerge, assai nitidamente, l'uso a dir poco inappropriato del manganello».

I 24 imputati sono: Andrea Assante, 21 anni, Antonio Atteritano, 39, Luigi Bardi, 40, William Benedetti, 43, Thomas Canessa, 33, Benedetta Ceccanti, 20, Giovanni Ceraolo, 31, Igor De Maria, 35, Federico Del Chicca, 40, Luca Fantelli, 19, Elena Faroldi, 19, Daniele Lanari, 19, Antonio Lucignano, 22, Mirco Manguso, 21, Stefano Micheli, 52, Giovanni Neri, 23, Massimo Orsini, 29, Simone Palla, 22, Lorenzo Pappalardo, 19, Gabriele Possenti, 38, Diego Sarri, 30, Jacopo Simonetti, 21, Enrico Sirigatti, 24 e Maurizio Verde, 24.

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