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Sms a Gallanti: dia i tempi per il piano
Piccini: «Gli armatori chiedono garanzie». Cosimi: «Non gettiamo il vantaggio su La Spezia». E Raugei nega ogni resistenza
LIVORNO. Nel 2012 un milione e 25mila passeggeri sono transitati dal porto di Livorno a bordo di navi da crociera. Un record. Ma nel 2013 dopo anni di crescita che hanno portato le nostre banchine al quarto posto in Italia per questa fetta di traffico, la curva tornerà a guardare verso il basso: 900mila i turisti attesi su 442 navi, 33 in meno (dai dati di Porto 2000) di quelle che hanno toccato il nostro scalo l'anno scorso e che quest'anno invece hanno deciso di allungare la rotta fino a La Spezia.
Roberto Piccini mette nel frullatore i due dati che nell’ultima settimana hanno shockato la città e davanti alla terza e alla settima commissione consiliare riunite in seduta congiunta per ascoltarlo, il cocktail che ne esce è una sintesi comunque positiva: «La Porto 2000 ha un motore con potenzialità enormi ma continua a viaggiare col freno a mano tirato».
Nella sua frase apparentemente generica c'è praticamente tutto: c'è la fiducia, o forse la speranza, che nonostante la curva dei traffici sia oggi discendente, la potenzialità delle banchine livornesi rappresentate dall'appeal della Toscana ma anche dalla qualità dei servizi offerti in questi anni, possa recuperare il loss che sarà maturato da qui a dicembre.
C’è la consapevolezza e anche la critica per la sostanziale carenza delle infrastrutture portuali idonee all’accoglienza delle grandi navi da crociera. E c'è un messaggio all’Autorità Portuale: togliete quel freno e date via libera al nostro motore. Come? Partendo col dragaggio del Molo Italia nord, con lo scavo della banchina 75 della Porta a Mare, con la resecazione della Calata Orlando, con la realizzazione di capannoni sull’area MK, con la definizione della gestione delle aree 46 e 47. «Al Cruise Shipping di Miami - aggiunge Piccini per chiarire la situazione - abbiamo avuto aperture di credito, ma gli armatori vogliono leggere per scritto che siamo in possesso di garanzie organizzative».
La questione è soprattutto legata ai tempi. Lo fa capire bene il sindaco Cosimi quando parla di La Spezia: «Conosco bene la loro realtà e la situazione della banchina Garibaldi oggi destinata ai rinfusi. Non ha un sistema d’accoglienza diverso dal nostro. Dicono che saranno pronti nel 2017, ma ora non offrono niente. E allora noi abbiamo un vantaggio competitivo di quattro anni che non possiamo buttare via».
La parola magica è una: il cronoprogramma. Cioè date certe per la messa in pratica del piano triennale. «I contenuti programmatici del Piano operativo triennale, recentemente approvato, hanno bisogno di essere posti in esercizio da subito», dice Piccini.
E’ chiaro che nel mirino del suo discorso ci sia palazzo Rosciano. E’ da lì e dal suo presidente Gallanti che deve partire il via libera ai lavori.
Piccini a questo proposito lancia anche una proposta: un tavolo istituzionale aperto e garantito dal consiglio comunale che induca l’Autorità Portuale a realizzare un protocollo d’intesa tra i vari soggetti operanti in porto. Perché l’altro problema - inutile girarci intorno - sta proprio lì: nelle due facce del porto e nelle esigenze da molti percepite come opposte del traffico merci e passeggeri. Ma le parole di Enzo Raugei, consigliere Pd ma soprattutto numero uno della Compagnia, in qualche modo hanno conciliato le posizioni, così come la lista delle priorità: «Servono scelte condivise per gli accosti, in attesa del dragaggio della sponda Nord del Molo Italia che oggi ha pescaggi di 4 metri, e di cui rimarchiamo il ritardo. Idem per la compensazione degli spazi, argomento di cui si parla da vent’anni. E poi per la delocalizzazione dei rinfusi».
«Non c’è nessuna resistenza - ha aggiunto Raugei - nella ricerca di una soluzione che garantisca la presenza dei traffici mercantili che oggi sono vitali per centinaia di famiglie e di quelli gestiti dalla Porto 2000 vitali per altrettanti livornesi».
«Fondamentale sono i ruoli del consiglio comunale della città, quello della Regione e quello di regia che spetta all’Autorità Portuale per realizzare nei tempi brevi i contenuti del piano operativo e del piano regolatore», ha aggiunto Piccini, in una sorta di richiesta d’aiuto a palazzo civico.
Il concetto è chiaro: La Spezia ha vinto una partita, ma il campionato vede Livorno avanti. Basta non perdere altri punti per strada e togliere quel benedetto freno a mano. «I 33 scali a favore del vicino porto ligure sono un campanello di allarme che guarda alla competitività tra i porti italiani - ha sottolineato il presidente di Porto 2000 -: dobbiamo mettere in pratica da subito quel modello di porto competitivo ed innovativo dettato dal Piano Regolatore Portuale. E’ questo che ci chiedono gli armatori. E’ di questo che, all’indomani dalla nostra partecipazione a Miami al Cruise Shipping 2013, dobbiamo occuparci garantendo ai grandi gruppi mondiali la sicurezza e l’adeguatezza degli ormeggi in porto».
Poi lo sguardo si è ampliato sul disegno futuro del nostro scalo. «Il piano regolatore non è solo lo strumento tecnico ma una occasione per dotarci di un complesso infrastrutturale capace di investimenti pubblici, relativi alle opere di difesa e di riqualificazione del nuovo waterfront - ha sottolineato Piccini -. Ma anche investimenti privati per sostenere la realizzazione degli strumenti e dei comparti operativi, sfruttando al meglio i punti di forza del nostro scalo: la posizione geografica, la possibilità di sviluppo a mare, la messa in rete di un hinterland costituito da interporti, aeroporto, sistema viario e ferroviario».
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