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«Port Authority si assuma le responsabilità»
In commissione l’attacco di Lamberti a palazzo Rosciano. Il consiglio comunale stilerà un documento
LIVORNO. Nel mirino c’è Gallanti. E sul tavolo ci sono le due partite che riguardano la Porto 2000: il suo futuro legato alle opere infrastrutturali di cui necessitano le banchine. E il suo futuro legato alla privatizzazione: sì, no e quando.
Lo si capisce fin dall’inizio della commissione, quando il presidente Vladimiro Del Corona, aprendo l’audizione di Piccini lancia una scialuppa piena di veleno al presidente della Port Authority: «Noi siamo pronti ad aiutarlo ma Gallanti deve metterci in condizione di farlo. Qui l’unica novità seria è che un pezzo di business se na va La Spezia».
Il dibattito è tecnico ma ha ricadute sulla città. E la passione a tratti non manca. I più accalorati sono in quattro: Lamberti (Confronto), Russo e Tamburini (Pdl), Terreni (Pd). «E’ chiaro che la città viene presa in giro dal Pdl - attacca Lamberti -. Ora dicono di apprezzare Piccini mentre Matteoli l’ha escluso esplicitamente da un ruolo in Autorità Portuale. E il danno di questa scelta si vive adesso, con un periodo di transizione e instabilità lunghissimo. Al danno poi come non aggiungere la beffa? Mettiamo Piccini contro i portuali ed è fatta».
L’ex sindaco entra poi nel merito: «Sono significative i due modi di muoversi e reagire di Gallanti e del suo omologo di Spezia. Il secondo esulta per vendendo cose che ancora non ha realizzato, il primo dice che nessuno l’aveva avvertito. Qui serve un’assunzione di responsabilità. La chiave è il cronoprogramma e chi se non un presidente della Port Authority stabilisce il cronoprogramma? Questa gestione è occasionale, serve che il sindaco chiami Gallanti in audizione e che la Regione tenga il bandolo della partita non lasciando a Port Authority il 51% di Porto 2000».
Anche Fenzi (Pd) insiste sul cronoprogramma ma chiede soprattutto quale ruolo deve avere la commissione e il consiglio in questa partita. Mentre Tamburini si concentra a chiarire la sua posizione diversificata dal resto del Pdl: «La cessione delle quote di Porto 2000 deve avvenire quando la società avrà un assetto stabile, oggi è concessionaria di banchine inidonee al traffico delle crociere, in pratica non ha nulla. La privatizzazione si faccia quando avrà gli accosti 46 e 47 e il prezzo sarà diverso».
Giannini (Sel) usa un paragone calcistico: «Non facciamo come il Livorno di Stringara, abbiamo un vantaggio su Spezia, sfruttiamolo. Ma serve una sinergia tra crociere e merci. E Gallanti non può limitarsi a notare la diatriba: c’è apposta per sistemare le cose».
Arianna Terreni (Pd) guarda all’indotto e alla trasformazione anche culturale della città legata alle crociere: «Sono terrorizzata dall’inversione di rotta. Abbiamo persone 33 navi? Sì ma sono il 30% di una delle compagnie più importanti al mondo. Penso a tutte quelle persone che lavorano grazie alle crociere e che oggi hanno meno certezze. Da anni si parla di zonizzazione del porto, ora ci vogliono atti concreti e date certe». Infine Russo (Pdl): «Bisogna trovare modalità per condividere obiettivi comuni in un momento in cui il mercato è velocissimo. Non perdiamo l’opportunità della privatizzazione, tenendo fermo il punto per cui se l’advisor facesse emergere derive pericolose o affari loschi, noi saremo pronti a bloccare tutto». (g.c.)
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