Il Tirreno

Livorno

I quattro parà non cantarono Bella Ciao

di Lara Loreti
I quattro parà non cantarono Bella Ciao

Questa l’ipotesi che seguono gli investigatori per spiegare l’aggressione avvenuta fuori dal The Cage. Parla uno dei feriti

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LIVORNO. Non hanno cantato Bella Ciao quando, a fine serata, le note del famoso canto antifascista hanno riempito l’aria di The Cage. E mentre tutti in sala ballavano col pugno chiuso alzato, loro, i quattro parà del Tuscania, avrebbero continuato a danzare indifferenti. Qualcuno dice che ci sarebbe stato anche un saluto fascista a mano tesa. Ma su questo non ci sono conferme. Sarebbe questo il motivo scatenante l’agguato ai quattro paracadisti picchiati fuori dal locale sabato notte. Il canto era stato intonato da tutti i giovani presenti nel teatro, tranne che da loro.

È uno dei parà colpiti a raccontare i drammatici momenti di quella notte.

Cosa è successo?

«Io in quel locale non c’ero mai stato e non avevo idea di che concerto ci fosse. So solo che volevo passare una bella serata con i miei amici e con la mia ragazza. E invece all’uscita mi sono ritrovato a terra con una frotta di gente che mi bastonava. C’è tanta confusione in questa storia. Io ero a un compleanno con amici e con le ragazze. Poi abbiamo deciso per caso di andare al Cage che io appunto non conoscevo: mi avevano solo detto che in passato lì c’era un teatrino».

In base a quanto emerso nel corso delle indagini, uno degli aggressori avrebbe riconosciuto uno di voi come carabiniere. Lei conosceva qualcuno degli assalitori?

«No, nessuno. Mai visti. Non mi spiego cosa sia potuta succedere una cosa del genere».

Qualcuno ha detto che a un certo punto della serata hanno messo la canzone “Bella ciao”. È vero che qualcuno di voi ha alzato il braccio destro tipo saluto fascista?

«Credo che ci siano state delle incomprensioni. Io stavo ballando con la mia fidanzata. Forse ci sono stati dei gesti capiti male. Non ricordo come siano andate le cose. Ma qualsiasi cosa sia successa, io ero per fatti miei con la fidanzata e gli amici».

Quando c’è stata l’aggressione?

«Appena siamo usciti, ci hanno aggrediti subito all’uscita del locale. Stavamo camminando quando sono stato spinto. Sono finito a terra e mi sono sentito colpire con bastoni. Ma c’era tanta confusione...».

Siete stati inseguiti anche nel parco?

«Sì ed è stata danneggiata anche una delle nostre auto».

Che idea s’è fatto di questo agguato?

«Non so cosa dire, so solo che è stata un a serataccia. E che io volevo solo stare tranquillo con gli amici ma non è stato possibile. Per il resto non posso dire niente sull’inchiesta. Saranno le indagini a fare chiarezza».

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