Il Tirreno

Livorno

nella scuola delle due studentesse

«Finalmente sono salve ma ci dicano il perché...»

di Costanza Bonacci
«Finalmente sono salve ma ci dicano il perché...»

LIVORNO. All’Iti, scuola che frequentano due dei tre adolescenti scomparsi martedì e ritrovati ieri mattina a Bologna, si respira un’aria di allegria. «Ad avvisarci del ritrovamento è...

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LIVORNO. All’Iti, scuola che frequentano due dei tre adolescenti scomparsi martedì e ritrovati ieri mattina a Bologna, si respira un’aria di allegria.

«Ad avvisarci del ritrovamento è stato uno studente, parente di una delle due ragazzine» afferma il vicepreside dell’istituto, Maurizio Taddei: «Poco dopo mi sono messo in contatto con il padre che ha confermato la bella notizia. Il perché della fuga non ci è ancora chiaro, ma visto il buon andamento scolastico delle due alunne ci sentiamo di escludere una motivazione ad esso connessa».

La professoressa di inglese, Susanna Giannetti, sostiene la stessa tesi: «Le due studentesse sono brave, mature, intelligenti ed inserite. Sembra più una bravata adolescenziale».

Le compagne di classe non riescono a smettere di sorridere. «Siamo solo sei bimbe in classe, siamo molto legate» dicono. «Eravamo molto preoccupate soprattutto perché non riuscivamo a capire dove potessero essere andate e per quale motivo. Il solo pensiero che fossero chi sa dove, di notte, da sole ci spaventava tantissimo».

«La prima cosa che ho pensato – racconta Francesca – è che si trattasse di una “brucia”. Poi, quando martedì sera i genitori della mia compagna mi hanno chiamato per chiedermi se sapevo dove fosse, ho realizzato che erano scappate». E continua: «Allora ho pensato che fossero alla stazione, al muro dei graffiti. Ma non erano nemmeno lì. Poi la telefonata a “Chi l’ha visto” e finalmente la notizia di stamani. Ora provo solo tanta felicità e tranquillità».

Perché siano scappate non è chiaro nemmeno alle amiche. Per cercare di spiegare la fuga c’è chi parla di conflitto con i genitori e chi invece sostiene che sia stato soltanto un modo, sbagliato, per sentirsi grandi.

«La prima cosa che domanderemo loro – affermano le amiche – sarà: perché?». Intanto, le aspettano felicemente impazienti al loro rientro a scuola, previsto per stamani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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