Il presidio
Gruppo di rilevatori «Comune in ritardo con i pagamenti»
LIVORNO. Un gruppo di rilevatori del censimento della popolazione 2011 denuncia dalle colonne del Tirreno i ritardi nel pagamento dei compensi da parte del Comune. In 22 firmano la lettera aperta...
LIVORNO. Un gruppo di rilevatori del censimento della popolazione 2011 denuncia dalle colonne del Tirreno i ritardi nel pagamento dei compensi da parte del Comune. In 22 firmano la lettera aperta per «mettere a conoscenza la cittadinanza della deprecabile situazione relativa alle tempistiche dei nostri pagamenti».
I firmatari della lettera segnalano che il proprio lavoro di rilevamento ed inserimento dati «è terminato a giugno 2012»: dunque, da contratto – viene fatto rilevare – «avremmo dovuti essere completamente liquidati entro novembre 2012».
I protagonisti della protesta mettono l’accento sul fatto che «ad oggi invece ci troviamo a dover percepire ancora parte dell'importo totale».
«Quello che ci preme maggiormente sottolineare – si afferma nella lettera aperta – «è il comportamento estremamente irriguardoso tenuto dalla pubblica amministrazione nei nostri confronti: nessuna previsione in merito ad una data certa di pagamento, nessuna comunicazione che giustifichi il perché di tale ritardo, nessuna comunicazione in merito all'importo che verrà corrisposto ed alla tassazione applicata».
Il gruppo dei 22 rilevatori se la prendono per «il disinteresse più completo o nel miglior caso risposte evasive e prive di riscontri con la realtà», con «un rimbalzo continuo di responsabilità tra vari dirigenti comunali, capaci solo di accampare scuse più o meno credibili ma non di fare fronte alla situazione».
«Adesso diciamo "basta!", – viene ribadito – siamo per la maggior parte precari o peggio disoccupati e con i tempi che corrono poche centinaia di euro fanno la differenza . Abbiamo inizialmente cercato un dialogo con la pubblica amministrazione ma adesso è giunto il momento che la situazione sia di pubblico dominio , perché ognuno si assuma le responsabilità del proprio operato e fornisca doverose risposte non solo ai diretti interessati».
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