Il Tirreno

Livorno

Scomparsi tre giovani studenti. Telefonata a Chi l'ha visto: "Sono a Bologna"

Le famiglie si sono rivolte ai carabinieri che hanno organizzato ricerche in città. Forse la “fuga” dovuta a problemi scolastici. Sono due ragazze di 14 anni dell'Iti e un giovane del Colombo. Diramate le ricerche

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. "Aiutatemi a trovare mio figlio". E' l'appello del babbo del ragazzino di 16 anni che da ieri è scomparso da casa insieme a due amiche. E un aiuto importante potrebbe essere arrivato dalla trasmissione "Chi l'ha visto?". "Quei tre ragazzi sono a Bologna", ha aperto la speranza una telefonata arrivata durante la trasmissione.

Il padre insieme alla moglie ha passato la notte in bianco nel cercare il figlio, sparito insieme alla fidanzatina e a un'amica. "Ieri mia moglie è andata a prendere mio figlio in palestra perché dopo la scuola aveva gli allenamenti, si erano messi d'accordo la mattina e lui era tranquillo o almeno così sembrava".

Ma fuori dalla palestra lui non c'era. Speravamo di ritrovarlo in nottata e invece ancora niente. La preoccupazione pian piano ha fatto posto alla disperazione. "Non sappiamo più dove sbattere  la testa. E' da ieri che sono in giro con mia moglie e con mio figlio maggiore. Chi tra gli amici sa qualcosa, si faccia avanti. Vi prego è importante". Il padre ha fatto diffondere la foto del ragazzo nella speranza che qualcuno lo riconosca.

I tre ragazzini sono scomparsi da ieri sera, martedì, e i genitori hanno presentato denuncia ai carabinieri. Le due ragazze hanno entrambe 14 anni. Martedì i tre non sono tornati a casa dopo le lezioni e i genitori, due padri e una mamma, tra il tardo pomeriggio di ieri e questa mattina hanno presentato denuncia ai carabinieri. I militari stanno setacciando la città. Ricerche sono in corso non solo in città, ma anche fuori dalla nostra regione viste alcune segnalazioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera